Diabete e Pnrr: Consoli (Sid): Presidi territoriali, digitalizzazione e team multi funzionali il futuro

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“Grazie al PNRR, presidi territoriali, digitalizzazione e team multi funzionali rappresentano il futuro possibile della diabetologia”, questo il messaggio del professore Agostino Consoli, Presidente della SidSocietà Italiana di Diabetologia, lunedì al 15° Italian Diabetes Barometer Forum a Palazzo Giustiniani, dal titolo “Diabete e PNRR: Prima le Cure”. Un tema caldo quello delle interazioni tra Diabete e PNRR che al 15° Italian Diabetes Barometer Forum, ha messo assieme esponenti delle istituzioni, società scientifiche ed esperti. Al centro del confronto il position paper in sette punti, già presentato al Senato e al Ministero della Salute, in cui le Società Scientifiche SID ed AMD, hanno riassunto le proprie proposte per la razionalizzazione dell’assistenza alla persone con diabete secondo le linee tracciate dalla Missione 6 del PNRR. Un dialogo che ha evidenziato la volontà di tutti gli attori compresa la medicina generale a collaborare, e che vede nelle risorse economiche del PNRR e nelle scelte imminenti delle istituzioni la concretizzazione della necessaria digitalizzazione e della uguaglianza di cure territoriali da Regione a Regione, con presidi territoriali e team multi-funzionali preparati con idonea formazione a lavorare in equipe o per singole specializzazioni. Temi di primaria importanza come ha suggerito l’incontro organizzato da Italian Barometer Diabetes Observatory Foundation (IBDO Foundation) e Intergruppo Parlamentare “Obesità e Diabete”, in collaborazione con l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” e con il contributo non condizionato di Novo Nordisk, nell’ambito del programma Driving Change in Diabetes. In prima linea sull’argomento gli specialisti del settore, con l’introduzione ai lavori dopo gli interventi istituzionali, di Federico Serra Capo della Segreteria Tecnica dell’Intergruppo Parlamentare Obesità e Diabete e Direttore Generale di IBDO Foundation, sul tema PNRR e Missione 6 una opportunità per la cronicità e gli interventi del professor Agostino Consoli Presidente SID sulle opportunità per l’assistenza diabetologica alla luce del PNRR, del professor Angelo Avogaro Presidente eletto della SID sulle criticità nell’assistenza diabetologica, e del professor Massimo Federici, Coordinatore Comitato Scientifico Società Italiana di Diabetologia, Università Tor Vergata, sul ruolo del diabetologo all’interno della Missione 6 del PNRR. «L’obiettivo è un modello nuovo di assistenza con presidi territoriali che siano in grado di erogare tutta la cura necessaria allo screening completo delle complicanze – così il Presidente SID Consoli immagina l’evoluzione futura –, ogni paziente almeno una volta nella vita ha il diritto di essere assistito in un centro di eccellenza. Il diabete è una malattia cronica e come tale necessita di sostegno continuo. È stato dimostrato che, con un’adeguata assistenza specialistica multi professionale, si può ridurre del 19 per cento la mortalità per tutte le cause legate al diabete. È allarmante e preoccupante sapere che solo il 30 per cento di chi è affetto riceve un’assistenza adeguata». «Per questo motivo – ha proseguito Consoli – la  Società Italiana di Diabetologia e l’Associazione Medici Diabetologi (AMD) hanno proposto un nuovo modello di assistenza con azioni che rafforzino i presidi territoriali. Bisogna pensare diversamente, sprovincializzare, e implementare con team multi-funzionali. Abbiamo forte necessità di risorse umane, ma la proposta potrebbe già essere praticata riuscendo a razionalizzare le risorse disponibili, sfruttando la tecnologia e la sinergia positiva e virtuosa. Temiamo di contro che le risorse del PNRR vengano spese più per i muri che per popolare di competenza i centri che abbiamo immaginato». Investire per garantire un trattamento uguale per tutti ovunque sul territorio, è l’obiettivo di SID in questo momento, considerando che in Italia il diabete, diagnosticato a 4 milioni di persone, ovvero oltre il 6% della popolazione, è tra le malattie croniche non trasmissibili più diffuse: patologia complessa, causa iniziale o concausa di oltre 80 mila morti ogni anno, che necessita infine di un forte collegamento fra Diabetologia e Medicina Generale. Si tratta in definitiva di una pandemia silenziosa con importanti costi sociali e umani che è destinata a crescere, in continuità con il trend dal 2000 ad oggi secondo cui i casi di diabete sono raddoppiati in Italia.