Dialisi, trapianti e donazioni: “Sopravvivere non basta” compie 10 anni

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Sopravvivere non basta” compie 10 anni di vita: l’evento, organizzato nell’ambito della “Giornata Mondiale del Rene” che, proposto dal 2007 dall’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici si è svolto oggi a Napoli, a Palazzo Serra di Cassano. La stessa iniziativa è già stata portata in oltre 40 città del Mediterraneo e dell’Europa Centrale. Promotore dell’evento, il professore emerito della Sun, Gaspare Natale De Santo. Nel corso del convegno sono stati sviluppati i temi della qualità della vita in dialisi, della prevenzione della malattia renale cronica, dei costi della terapia dell’uremia, del trasferimento dei risultati della ricerca di base nelle cure di cui i malati hanno bisogno e della donazione degli organi inteso come il dono della vita.

Al convegno ha partecipato, tra gli altri, il Prof. Francesco Citterio, presidente della Società Italiana dei Trapianti. Anche quest’anno alla giornata mondiale del rene ha offerto il proprio contributo, l’americano Reginald Green, papa’ di Nicolas, il bimbo di 7 anni massacrato da un gruppo di rapinatori mentre si trovava con i familiari lungo l’autostrada Salerno – Reggio Calabria. Da 21 anni Green e’ diventato l’icona del mondo delle donazioni e della generosita’. Quest’anno Reginald Green terrà due conferenze, una in Grecia e l’altra in Turchia. “Quando il nostro Nicolas fu ucciso io i miei familiari fummo colpiti da una infinita desolazione. Mi chiesi, come faro’ a vivere senza il mio bambino? Fu mia moglie Maggie a dirmi ‘non dovremmo donare i suoi orfani?’. E cosi fu. Sette bambini ritrovarono la vita e la salute grazie al piccolo bambino americano. Il professor De Santo si batte da molti anni per le donazioni degli organi, non solo da cadavere ma, anche da vivente. ”Per opporsi al fenomeno della opposizione all’espianto post mortem degli organi, che rimane ancora molto alto in Campania, sarà discussa l’importanza che la donazione diventi una decisione familiare, in modo che quando la donazione diventasse possibile tutti sappiano cosa fare e le volontà dei donatori sarà rispettata”. ”Ci sono diverse criticità nella terapia dell’ uremia in Campania – spiega De Santo – Però dopo anni di assenza di sviluppo dei programmi di trapianto, nel 2015 si sono raggiunti in Campania 14 donazioni per milione di abitanti. Certo siamo lontani dai i 22.7 della media nazionali e dalle regioni virtuose come il Friuli Venezia Giulia e la Toscana”.