Diciotti a Trapani, Salvini: “Non scende nessuno” Due migranti indagati

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Roma, 12 lug.(AdnKronos) – La Diciotti è a Trapani. La nave della Guardia costiera italiana con a bordo i 67 migranti che erano stati soccorsi domenica scorsa dal cargo è entrata nel porto siciliano dopo essere rimasta qualche ora in rada. L’arrivo era previsto alle 8 ma è slittato. L’ipotesi è che sia servito più tempo alle forze dell’ordine salite a bordo per completare gli accertamenti predisposti per identificare gli autori del presunto tentativo di dirottamento del cargo. Dopo il salvataggio, infatti, alcuni migranti avrebbero minacciato l’equipaggio e il capitano delle nave, si immagina per non essere riportati in Africa. Sono così saliti a bordo del rimorchiatore uomini della Capitaneria di porto e della Polizia per raccogliere elementi da riferire all’autorità giudiziaria.

INDAGATI DUE MIGRANTI – La Procura della Repubblica di Trapani questo pomeriggio ha ricevuto due informative della Squadra Mobile di Trapani, del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato e del Comando Generale del Corpo delle capitanerie di porto aventi ad oggetto i noti fatti accaduti a bordo del rimorchiatore Vos Thalassa, battente bandiera italiana, in data 8 luglio 2018 e ha proceduto all’ iscrizione di un procedimento penale a carico di Ibrahim Bushara, sudanese e Hamid Ibrahim, ghanese, per il reato di concorso in violenza privata continuata ed aggravata in danno del comandante e dell’equipaggio tutto del rimorchiatore. E’ quanto si legge in una nota della Procura di Trapani. “Sono stati delegati alla Squadra Mobile di Trapani approfondimenti investigativi in merito alla sussistenza di eventuali ulteriori reati”. Da quanto si apprende, non è previsto al momento l’emissione di un fermo per i due migranti coinvolti.SALVINI – “Ho letto di minacce, terrore a bordo, violenze che avrebbero costretto a chiedere l’intervento della Guarda Costiera italiana, ma se sono stati i marinai o l’armatore a esagerare paghino loro” dice Matteo Salvini, parlando del braccio di ferro sul caso dei 67 migranti a bordo della Vos Thalassa, poi trasferiti sulla Diciotti e ora a Trapani. “Se c’è stata violenza, va condannata; se non è vero qualcuno deve pagare. Per ora non autorizzo nessuno a scendere, se qualcuno lo farà se ne assumerà la responsabilità”, aggiunge il titolare del Viminale.SINDACO – La posizione del ministro dell’Interno di queste ultime ore è stata criticata dal sindaco di Trapani. “Salvini faccia il ministro – ha detto Giacomo Tranchida all’AdnKronos – Gli spot elettorali li faccia dentro il suo partito e non governando il Paese che ha una Costituzione salda. L’eventuale privazione della libertà personale la dispone la magistratura in caso di violazioni di leggi italiane e non certo Salvini con un tweet”. E ancora: “E’ ovvio che le leggi valgono per tutti – ha aggiunto – e chi ha sbagliato deve pagare, ma l’accertamento dei reati spetta alla magistratura e non al ministro. Salvini tenga bene a mente che sta governando un Paese e che non può farlo continuando un’eterna campagna elettorale”.

CONTE – Intanto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, da Bruxelles conferma che “abbiamo dato indicazioni” perché a bordo della nave della Guardia Costiera “vengano individuate persone, eventualmente migranti, nel caso si siano resi responsabili di atti che contrastano con le nostre leggi. Ogni situazione la gestiremo con la massima serenità, avendo cura di mettere in salvo le persone in pericolo, perché non ci abbiamo mai rinunciato”.

“Per il resto, abbiamo detto che oggi in Italia si gestisce diversamente questo problema: se prima l’Italia interveniva e portava tutti in Italia, questo non è più possibile. Tutto qui” ha aggiunto. “Sulle migrazioni, siccome la questione è complessa e multidisciplinare, o interministeriale, finora abbiamo fatto quantomeno cinque incontri, probabilmente di più, con i ministri competenti. Continueremo ad avere un tavolo: è l’unico metodo che conosco”.

“Le posizioni ufficiali nascono da questa condivisione: ecco perché non litighiamo. Poi, ovviamente – ha detto rispondendo in merito alle dichiarazioni del ministro dell’Agricoltura Gian Marco Centinaio sulle “opinioni personali” della collega alla Difesa, Elisabetta Trenta – se ci sono occasioni in cui un ministro può esprimere una sensibilità particolare, lasciamolo parlare, mi pare il minimo. Detto questo, ho avuto un poco di difficoltà” a seguire tutti i passaggi della vicenda, “visto che l’uso dei cellulari nei vertici Nato non è consentito”.