Diciotti, nessun accordo a Bruxelles

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Palermo, 24 ago. (AdnKronos) – Nessuna soluzione dall’Ue allo stallo della , l’imbarcazione della Guardia costiera bloccata da lunedì al porto Catania. La riunione dei rappresentanti degli stati della Ue convocata per oggi a Bruxelles si è chiusa senza che sia stata trovata una soluzione per sbloccare i migranti a bordo della nave. Lo si apprende da fonti diplomatiche.

La riunione fra gli sherpa di 12 paesi, fra cui l’Italia, è stata fissata per trovare una soluzione durevole alla questione degli sbarchi dei migranti. “La commissione lavora intensamente per trovare una soluzione per la Diciotti – hanno detto i portavoce della Commissione Europea al briefing di mezzogiorno rispondendo alle domande dei giornalisti sul caso Diciotti – in Europa le minacce non servono a niente, l’unico modo di risolvere questioni in Europa è lavorare insieme in maniera costruttiva. Sono gli stati membri che devono trovare una soluzione e la commissione li aiuta a trovare un terreno comune. Lo facciamo sempre e anche in questo caso concreto”.

La riunione degli sherpa è “un meeting informale, non è un incontro in cui verranno prese decisioni ma in cui si cercheranno soluzioni”, hanno precisato i portavoce, spiegando che si tratta di trovare “una soluzione, durevole e strutturale” alla questione dei migranti, ma “non è un incontro specifico sul caso Diciotti”. Infine alle domande su cosa dovesse succedere se l’Italia dovesse interrompere il pagamento dei contributi Ue, come ipotizzato dal , il portavoce ha risposto che una cosa del genere “non è mai accaduta sinora”.

STOP SCIOPERO DELLA FAME – I 150 migranti a bordo della nave, in fila, hanno accettato dall’equipaggio il pasto. Alcuni di loro avevano infatti iniziato lo sciopero della fame. Intanto a Catania ha iniziato a piovere e il cielo si fa sempre più nero. Stamattina a bordo erano state segnalate alcune difficoltà proprio perché un gruppo di migranti si era rifiutato di fare colazione, una sorta di sciopero della fame, una dimostrazione di insofferenza messa in atto da alcuni contro la situazione di incertezza, a testimonianza di un malessere crescente. Questo è stato anche il motivo per cui ad alcuni esponenti politici era stato impedito stamane di salire a bordo.

ESPOSTI E DENUNCE SU MANCATO SBARCO – Diversi esposti e denunce sul mancato sbarco dei 150 migranti ancora a bordo di nave Diciotti sono stati presentati alla Procura distrettuale di Catania che, per competenza, li ha trasmessi alla Procura di Agrigento titolare dell’inchiesta. La trasmissione, secondo quanto si è appreso, avviene dopo la loro iscrizione a modello 45, cioè senza alcun reato contestato.

ALLARME SCABBIA – C’è allarme per la salute dei migranti. A bordo della Diciotti ci sono 69 casi di presunta scabbia e 5 casi di scabbia avanzata. A renderlo noto è l’Autorità garante dei diritti dei detenuti, dopo la visita di ieri di una delegazione a bordo della nave. Al termine hanno inviato un’informativa alle procure di Agrigento e Catania che sul caso della Diciotti ha aperto un fascicolo. Il Garante, nell’informativa, sottolinea la “situazione che si è confermata essere molto critica rispetto alla tutela dei diritti fondamentali delle persone migranti coinvolte”, e che “può esporre il Paese al rischio di condanne in sede internazionale”.