Dieci anni di sensori smart fotonica, il futuro è sannita

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A cura di Cristian Fuschetto

Trasformare le fibre ottiche in sensori è la loro specialità, una competenza che rende unica la ricerca sannita in Europa. Dalla sicurezza ferroviaria al controllo dell’inquinamento marino, dalla diagnostica medica alla produzione di avveniristici sensori per catturare ogni singolo aspetto delle particelle “accelerate” al Cern di Ginevra, fino ad arrivare letteralmente nello spazio con avanzati sistemi di controllo sviluppati per i lanciatori satellitari: le prospettive inaugurate e in gran parte già collaudate dagli scienziati di Optosmart sono innumerevoli. Nato nel 2005 come spin-off dell’ateneo sannita e del Cnr, Optosmart festeggerà il decennale a Benevento il prossimo venerdì 17 aprile con un convegno presso il Complesso Sant’Agostino, un’occasione per presentare prodotti già sul mercato e quelli in cantiere. Non solo, il convegno segnerà anche l’avvio delle attività del Consorzio Top-In (Tecnologie Optoelettroniche per l’Industria), prima aggregazione pubblico-privata italiana nel campo della nanofotonica e dei sensori in fibra ottica. E proprio da Top-In arriva una delle novità più rivoluzionarie: la trasformazione della rete ferroviaria italiana nel più grande rilevatore sismico mai realizzato. L’idea è quella utilizzare i sensori installati sui binari per la sicurezza ferroviaria, molti dei quali già sviluppati negli ultimi anni dallo spinoff sannita per ottenere informazioni sul livello di usura delle rotaie, anche per rilevare eventuali onde sismiche. Il progetto, realizzato in collaborazione con la Ansaldo, è già in fase avanzata. “Avremo i primi risultati già alla fine del 2016”, afferma con comprensibile orgoglio Antonello Cutolo, fondatore di Optosmart e numero uno di Top-In. “Progettiamo e realizziamo tecnologie pronte per il mercato, non è un caso se riusciamo a festeggiare il decimo anniversario mentre la vita media di uno spinoff universitario in Italia è di un anno e mezzo”. A proposito di mercato, i primi esemplari del sistema automatico per la pesa dinamica dei treni e la rilevazionedi ruote difettate sviluppato con Ansaldo è stato di recente acquisito dagli Emirati Arabi Uniti. Nel 2014 Optosmart ha fatturato 600mila euro, con due dipendenti a tempo indeterminato e un network di giovani ricercatori, assegnisti e dottorandi può dirsi un’isola felice all’interno di un territorio che purtroppo continua a far registrare numeri preoccupanti in termini di disoccupazione ed emigrazione di “cervelli”. Oltre alla Ansaldo, fanno parte del consorzio colossi come Whithead Alenia Sistemi Subacquei, Finmeccanica Btp Tecno, Tydock Pharma, Defcon, tre università (Unisannio, Parthenope e Sun), due consorzi universitari, il Cerict, il Cnr, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e anche una rappresentanza di Confindustria dell’Emilia Romagna. Un altro fronte su cui lavora il team guidato da Cutolo è quello dei sensori marini. Gli scienziati di Optomosmart hanno sviluppato una nuova generazione di “sentinelle” in grado di intercettare con accuratezza finora inedita la presenza di singole sostanze chimiche in ambienti anche molto vasti. Un grosso margine di mercato si profila anche sul fronte biomedico. In collaborazione con Annamaria Colao, docente di Endocrinologia alla Federico II e Marco Salvatore, fondatore dell’Istituto di Diagnostica Sdn, è in corso un progetto per lo sviluppo di un ago sensorizzato utile all’individuazione dello spazio epidurale nel caso di anestesia. Ancora oggi questo tipo di interventi sono caratterizzati da un tasso di errore di posizionamento di circa l’8 per cento. “Stiamo anche sviluppando un microrivelatore biologico per l’identificazione di markers tumorali della tiroide”, aggiunge Cutolo. Entrambi i prototipi sono stati brevettati e saranno pronti per la sperimentazione entro la fine di quest’anno.Di recente è nato anche un altro spinoff insieme alla Federico II, Optoadvance, che ha tra le sue specializzazioni la riproduzione del suono di strumenti musicali. Insomma, le strade della nanofotonica sannita non smettono di stupire.