Dieta med toccasana per il microbiota, ma la pasta meglio consumarla fredda

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Fibre, carboidrati complessi, acidi grassi omega 3, e cioè verdure, pesce, legumi, pasta, frutta fresca e a guscio. Sono questi gli alimenti giusti che fanno parte della Dieta Mediterranea per favorire la crescita della ‘popolazione buona’ del microbiota, l’insieme di tutti i microrganismi dell’intestino; in pole position la pasta ma è meglio consumarla fredda. Un menù che fa vivere meglio e aiuta a contrastare l’invecchiamento, come conferma una task force di esperti riunito dal Gruppo Barilla, commentando le ultime ricerche scientifiche. Un microbiota in salute, infatti, influisce sul benessere fisico e sull’umore, combattendo l’insorgere di processi infiammatori alla base di molte malattie croniche. Sono oltre 16mila le menzioni negli ultimi 12 mesi su PubMed che svelano nuove evidenze su quanto sia importante, infatti, vivere in armonia con questa comunità di circa 5mila specie, tra batteri e funghi che influenza tutto l’organismo. Il microbiota, quindi, ama la dieta mediterranea per via della fibra contenuta in molti alimenti che stimolano la produzione e l’espansione di batteri buoni. Bene anche i composti polifenolici, di cui sono ricchi frutti di bosco, agrumi, cavoli, broccoli, pomodori, olio d’oliva, noci, che apporterebbero una crescita di Lactobacillus e Bifidobacterium; carciofi, asparagi, aglio, cipolla, porri, topinambur e cicoria, per il contenuto di inulina; legumi come fagioli, lenticchie, ceci, piselli e fave per il contenuto di frutto-olisaccaridi e galatto-olisaccaridi; pinoli, nocciole, spinaci e pesce azzurro. E a proposito di pasta, con l’arrivo dell’estate, se consumata fredda, può avere un’ulteriore marcia in più per il microbiota. “L’amido resistente della pasta con il cambio di temperatura – spiega il professore di Nutrizione Umana dell’Università di Padova, Francesco Visioli – assume una conformazione tale che si comporta esattamente come le fibre che i batteri usano per produrre un acido grasso a catena corta come il butirrato, che controlla la permeabilità intestinale”.