Dieta Mediterranea 15 anni fa il riconoscimento Unesco: evento al Suor Orsola con il ministro Schillaci

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in foto i fondatori del MedEatResearch Marino Niola ed Elisabetta Moro insieme con il Rettore del Suor Orsola Lucio d'Alessandro e con i docenti Helga Sanità e Rossella Galletti

Lunedì 17 novembre, a partire dalle 15, l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli celebra i quindici anni dal riconoscimento Unesco della Dieta Mediterranea come patrimonio culturale immateriale. Una ricorrenza importante, che il MedEatResearch — il primo centro universitario italiano dedicato agli studi sociali sulla Dieta Mediterranea — festeggia con due appuntamenti di grande rilevanza scientifica e culturale.

Sala degli Angeli: il 10° Rapporto sull’Obesità in Italia

Alle 15, nella Sala degli Angeli, verrà presentato il 10° Rapporto sull’Obesità in Italia dell’Istituto Auxologico Italiano, illustrato sotto il coordinamento del giornalista Duilio Giammaria. La presenza del Ministro della Salute Orazio Schillaci conferma la centralità del tema: l’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce infatti l’obesità come una vera e propria pandemia non infettiva.

Il documento, pubblicato annualmente, quest’anno arriva a Napoli non per caso: la città è stata scelta dal Ministero della Salute come sede degli “Stati Generali della Prevenzione” lo scorso giugno, individuandola come punto di partenza ideale per un impegno condiviso nella lotta all’obesità. Il programma completo degli interventi è disponibile su www.unisob.na.it/eventi.

Biblioteca Pagliara: la nona Mediterranean Lecture

Alle 16.30, negli spazi della Biblioteca Pagliara, andrà in scena la nona edizione della Mediterranean Lecture, il ciclo internazionale ideato dal MedEatResearch per celebrare ogni anno l’anniversario UNESCO con una lezione magistrale ad alto contenuto scientifico e culturale.

Quest’anno la cattedra sarà affidata al filosofo Gennaro Carillo, professore ordinario di Storia del pensiero politico al Suor Orsola. Il titolo della lezione, “Specchio d’acqua. Sul mare tra filosofia e mito”, apre a un viaggio fra Omero, Ippocrate e Platone.
“Tra questi autori — anticipa Carillo — ciò che si mangia e come si mangia assume una valenza etico-politica primaria. La dieta racconta la forma di vita: esistono diete umane e diete inumane, ferine, come quella del Ciclope. Persino la cottura dei cibi diventa il confine simbolico tra umano e non umano”.

La convivialità come cura

Il legame tra stile alimentare e benessere non passa solo dalla qualità dei cibi.
“Gli studi antropologici e sociologici — osserva Marino Niola, condirettore del MedEatResearch — mostrano che uno dei tratti più salutari della Dieta Mediterranea è la convivialità. Mangiare insieme rallenta, appaga e fa bene, anche al peso corporeo”.

Una tradizione scientifica lunga quindici anni

Le precedenti Mediterranean Lectures hanno visto protagonisti Pier Luigi Petrillo, Marino Niola, Andrea Segrè, Elisabetta Moro, Matteo Lorito, Paolo Giulierini, Livia Iaccarino e Gabriel Zuchtriegel. Tutti gli interventi sono disponibili nel Mediterranean Diet Virtual Museum (www.mediterraneandietvm.com), il primo museo digitale interamente dedicato alla Dieta Mediterranea.

Il ruolo dell’Italia

Il 16 novembre 2010, a Nairobi, la Dieta Mediterranea fu ufficialmente iscritta nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale. L’Unesco ne riconobbe il valore come insieme di pratiche, conoscenze e tradizioni trasmesse nei secoli dalle comunità mediterranee.

“L’Italia — ricorda Elisabetta Moro, condirettore del MedEatResearch — è il luogo dove la Dieta Mediterranea è stata scoperta. La Mediterranean Lecture è dedicata idealmente ai suoi scopritori, Ancel Keys dell’Università del Minnesota e Margaret Haney Keys della Mayo Clinic. A loro dobbiamo non solo l’evidenza scientifica dei benefici, ma persino il nome ‘dieta mediterranea’, che compare per la prima volta solo nel 1975 nel loro libro scritto in Cilento How to eat well and stay well. The Mediterranean way”.

Con la doppia iniziativa del 17 novembre, il Suor Orsola rinnova il suo ruolo di centro di ricerca di riferimento internazionale per lo studio e la diffusione scientifica della Dieta Mediterranea, tra prevenzione, cultura, storia e filosofia.