Digitale, Campania ancora in ritardo: ecco i dati di Ey

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L’Osservatorio sull’Innovazione Digitale realizzato da EY sullo stato di evoluzione della Campania evidenzia uno sviluppo digitale non ancora ottimale, sia a livello di imprese che di contesto abilitante, evidenziando tuttavia la presenza di elementi distintivi su cui far leva per accelerarne lo sviluppo. 

Tali elementi riguardano l’uso delle piattaforme online a valore aggiunto (e-commerce) e innovative (cloud) e le performance ICT delle aziende (brevetti, esportazioni, natalità imprese), in termini di “innovazione digitale delle imprese”, e le competenze digitali dei cittadini e il livello di digitalizzazione degli istituti scolastici (es. diffusione delle lavagne multimediali) per il “contesto abilitante”.

Scendendo più in dettaglio, tra i principali punti di forza evidenziati dall’Osservatorio, la Campania mostra un alto livello di copertura ultra broadband di rete fissa e mobile (rispettivamente 3° e 6° posto in Italia) e di imprese che utilizzano servizi di Cloud Computing (6° posto). C’è un’elevata creatività delle imprese, con una percentuale di brevetti registrati nel settore ICT (26%) molto superiore alla media nazionale (9%). La Campania è inoltre la terza regione in Italia per incremento di Start up innovative nell’ultimo anno. Si riscontra dinamicità ed internazionalizzazione, con un tasso di natalità delle imprese nei settori ad alta intensità di conoscenza, per cui la Campania si trova al 2° posto in Italia, mentre la quota di export ICT sul totale esportazioni si attesta al 4° posto. C’è anche una domanda di servizi digitali da parte dei consumer, specie per motivi personali e di entertainment (62% delle famiglie partecipano a Social network contro una media Italia del 56%, e il 29% guardano film in streaming rispetto al 25% dell’Italia) grazie anche alla giovane struttura demografica delle famiglie.

Viceversa la Campania appare ancora in ritardo soprattutto in termini di alfabetizzazione digitale delle famiglie, essendo la regione con la più alta percentuale di famiglie che non hanno mai usato Internet. Anche nello sviluppo di applicazioni e piattaforme Smart City, la presenza è decisamente inferiore alla media nazionale in molte delle aree (agli ultimi posti in Italia per disponibilità di colonnine elettriche e presenza di auto ibride, car sharing presente nel 20% dei comuni capoluogo rispetto al 36% dell’Italia), con l’eccezione delle applicazioni relative all’area della smart mobility urbana (biglietti elettronici del trasporto pubblico – disponibili in tutti i comuni capoluogo, e sosta tramite app – 60% vs 34%). Ritardi poi nella penetrazione dei PC all’interno delle aziende, tra i dipendenti (33% vs 47% media Italia), e nella disponibilità di specialisti ICT (1,5% vs 2,2%) e nella diffusione dei servizi digitali nella Pubblica Amministrazione (es. Open Data 47% vs 65% media Italia).

Una parte del ritardo nell’informatizzazione delle imprese dipende probabilmente dalla struttura del tessuto produttivo, più sbilanciata sulle piccole che sulle medio-grandi dimensioni d’impresa e su settori a bassa intensità d’uso dell’ICT (commercio, trasporti, servizi professionali a carattere umanistico), nei quali anche questo è meno sviluppato rispetto a settori a maggiore intensità di tecnologia.

In conclusione, per quanto la Campania non abbia ancora raggiunto un livello adeguato di trasformazione digitale, numerosi elementi (come ad esempio la creatività e dinamicità delle imprese, l’apertura dei cittadini e delle imprese verso piattaforme ICT innovative, la digitalizzazione del sistema scolastico ecc.) fanno ben sperare perché questi gap siano colmati rapidamente, con benefici significativi sia nella sfera della vita personale che della competitività delle imprese e del sistema economico regionale nel suo complesso.