Digitale, l’IA fa rivivere la voce di Caruso nel museo di Pulcinella ad Acerra

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L’intelligenza artificiale per far rivivere la voce di Enrico Caruso e la sua interpretazione della canzone “Povero Pulcinella”, andata persa nonostante tre versioni discografiche incise nel 1919 in America. E’ quanto sono riusciti a fare nel museo di Pulcinella ad Acerra, considerata città natale della maschera, e dove, a conclusione dei festeggiamenti per il 150/o anniversario della nascita del grande tenore,è stata inaugurata una nuova sala dedicata alla presenza della maschera partenopea nella musica. L’inaugurazione dalla sala nel museo, situato nel Castello dei Conti, si svolgerà si è svolta al termine del convegno “Caruso, gli spaghetti e Pulcinella”, durante il quale si è parlato proprio della canzone di Arturo Buzzi, cavallo di battaglia di Caruso nei suoi anni di permanenza negli Stati Uniti. Ma oltre alla musica, nel corso del convegno è statz svelata anche la “vera ricetta degli spaghetti alla Caruso”, amante della buona cucina, che, negli Usa, sostenne la gastronomia partenopea. “Grazie al supporto dell’intelligenza artificiale nel Museo di Pulcinella – spiega il direttore, Tommaso Esposito – si è riusciti a far rivivere la voce di Enrico Caruso, per poter ascoltare la sua interpretazione della canzone. Lo spartito, alcuni dischi originali e altri documenti, arricchiscono le esposizioni della sala e fanno da corredo al busto di Enrico Caruso, opera di Michele De Chiara, raffigurato con il camicione e la maschera di Pulcinella sollevata sul capo, come nel ritratto di Vincenzo Cammarano detto ‘Giancola’. Il percorso della sala si integra con la raccolta di rari testi, spartiti e ritratti relativi ad alcuni dei musicisti che hanno composto melodrammi, sinfonie e melodie ispirate da Pulcinella”.