“Dimettiti”, ira Pd su Casalino

18

Roma, 22 sett. (AdnKronos) – Accuse e commenti al vetriolo al grido di “dimissioni subito”. Il Pd si scaglia contro Rocco Casalino, finito al centro delle polemiche dopo la diffusione sulla stampa della registrazione WhatsApp in cui l’ex capo comunicazione del M5S al Senato, rivolgendosi ad alcuni giornalisti, annunciava con parole durissime accusati di fare ostruzionismo. “Il portavoce di Conte, Rocco Casalino, deve dimettersi – tuona il deputato dem Emanuele Fiano – le istituzioni non sono roba loro. Noi non possiamo accettare che si calpestino le più elementari regole della Democrazia. Attenti si comincia così nei regimi – mette in guardia Fiano – Se non esegui muto gli ordini del capo, sei finito”.

“Presidente Conte, dimostri di avere un briciolo di autonomia e allontani questa gente indegna”, twitta invece il presidente del Pd Matteo Orfini. Della stessa opinione Andrea Romano: “La voce del governo italiano è quella di un picchiatore che minaccia giornalisti e funzionari dello Stato – scrive su twitter il deputato Pd – Se Conte avesse davvero a cuore la dignità della sua funzione – e se fosse minimamente autonomo – dovrebbe immediatamente cacciare Casalino”.

Si rivolte al presidente del Consiglio anche l’europarlamentare dem Pina Picierno: “Conte sapeva delle minacce che Rocco Casalino riservava al ministro dell’Economia Tria? – si chiede – Chi è il vero mandante di Casalino? Conte e la Presidenza del Consiglio che ogni mese lo paga lautamente o la Casaleggio associati che ha trovato una potente cassa di risonanza dei propri desiderata da far pagare ai contribuenti italiani?”. “Conte – incalza Picierno – chiarisca immediatamente e valuti se può ancora il governo italiano pagare di tasca propria un dipendente di una società privata che evidentemente non lavora per la Presidenza del suo consiglio”.

E ancora, secondo Michele Anzaldi “con le sue minacce e insulti ai dirigenti e funzionari del Ministero dell’Economia, Rocco Casalino mette in campo un’evidente operazione di distrazione di massa”. “Stavolta, però – sottolinea il deputato dem su Facebook – il portavoce e capo ufficio stampa di palazzo Chigi, pagato dagli italiani, ha passato il segno: ha violato in maniera grave e consapevole il Codice di comportamento dei dipendenti pubblici e gli Obblighi del dipendente. Va sanzionato e licenziato”. “Le strutture competenti – prosegue Anzaldi – a partire dall’Ufficio Controllo interno, trasparenza e integrità di Palazzo Chigi e dal ministero della Funzione Pubblica della ministra Giulia Bongiorno, avviino immediatamente l’istruttoria e prendano le decisioni conseguenti. Altrimenti dovrà intervenire l’Anac di Raffaele Cantone”.

“Con il suo audio-messaggio Casalino alza un polverone per nascondere i fallimenti del Governo – aggiunge Anzaldi – non sono i tecnici ma è la politica che deve trovare le coperture per provvedimenti ultra miliardari come il Reddito di cittadinanza, coperture che siano compatibili con la legge e con il bilancio dello Stato. Il tentativo di cercare nei funzionari del Tesoro il capro espiatorio del flop delle promesse elettorali di M5s e Lega è l’ennesima presa in giro dei cittadini”.

Sulla stessa lunghezza d’onda Raffaella Paita. “Minacce e insulti. Eccolo il vero volto dei cinquestelle”, sentenzia la parlamentare del Pd, chiedendosi “se possa il portavoce del presidente del Consiglio permettersi di minacciare il ministro dell’Economia del governo per cui lavora. Se il suo ruolo non sia diventato imbarazzante, visto che l’oneroso stipendio gli viene retribuito dai cittadini italiani e non dalla Casaleggio che per Tria ha evidentemente altri progetti. Eccolo qua il cambia e mento – conclude Paita – Servito sul piatto dell’onestà, quella degli elettori in buona fede, che nella prossima manovra non troveranno nulla di quello che attendevano”.