Diplomazia polacca assiste alcuni restauratori impegnati a Napoli

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In foto Tomasz Orlowsky, ambasciatore della Polonia in Italia

Gli scavi archeologici intorno a Napoli, da sempre rappresentano una attrazione particolare per turisti e artisti, che assieme diventano viaggiatori senza tempo immergendosi in un mistero che reggeva le sorti di un impero prima di quello che statisticamente sembra essere l’unico motivo della distruzione della potenza dell’uomo: quello della potenza della natura, che rovinosa aggredi’ la fuga verso il mare per le note eruzioni. E non scordiamo poi che le stesse erano nonostante la morte, fonte di meravigliata osservazione da parte dell’uomo che resta affascinato dalla distruzione quando non e’ egli stesso ad esserne il principale procacciatore. Quindi una occasione per rinnovare queste sensazioni, e’ stata la visita della diplomazia polacca  per scoprire uno dei tesori archeologici della provincia di Napoli e portare, con la propria presenza, la vicinanza del popolo polacco all’opera di recupero di uno dei patrimoni culturali mondiali. Si è svolta nel pomeriggio di ieri.
la visita da parte dell’ambasciatore polacco Tomasz Orlowski agli scavi di Stabia. Ad accoglierlo c’erano il direttore generale della Soprintendenza agli Scavi di Pompei, Massimo Osanna, e il sottosegretario Antimo Cesaro. La visita al sito archeologico da parte dell’ambasciatore è stata un’occasione per fare il punto sugli interventi condotti nel sito da parte dell’Accademia di Belle Arti di Varsavia.
Il centro studi polacco fa infatti parte attiva della convenzione esistente tra la Soprintendenza Pompei e la Fondazione Ras.
Gli esperti dell’Accademia di Varsaviahanno portato a termine interventi di consolidamento e pulitura degli apparati pittorici di alcuni ambienti, come la cubicula e il vano annesso, di Villa Arianna. Del team polacco, coordinato dai professori Krzysztof Chmielewsky e Julia Burdajewicz, hanno fatto parte anche cinque studenti dell’ultimo anno dell’Accademia che per quattro settimane hanno lavorato al restauro degli apparati decorativi dei ambienti scelti. Il piano di lavoro, tutti gli interventi e i trattamenti eseguiti, così come i materiali usati, sono stati preventivamente concordati con i restauratori dell’Ufficio Scavi di Stabia, Luigi Giordano e Teresa Squillante. Il lavoro eseguito ha costituito un vero e proprio modo di dare nuova vita agli affreschi stabiesi.