Direttore d’Orchestra cercasi: verso un nuovo Sistema Italia per la metalmeccanica

Foto di Antonino Di Silvestro da Pixabay

di Pierpaolo Festino

L’industria metalmeccanica italiana ha finalmente invertito la tendenza negativa, registrando una crescita nel quarto trimestre del 2023 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Possiamo quindi dire che siamo in presenza di un quarto trimestre positivo, ma di un 2024 ancora incerto per il quale Federmeccanica stima una crescita del settore tra lo 0,5% e l’1,0%, un margine contenuto che evidenzia la persistenza di numerose sfide.

Il punto rilevante è che questa crescita appare attribuibile solo alla produzione di autoveicoli, rimorchi ed altri mezzi di trasporto, a fronte di un calo di tutti gli altri settori. Stando così le cose, potremmo dire ‘nulla di nuovo sotto il sole’ se non il fatto che le grandi case automobilistiche hanno leggermente aumentato, o meglio riavviato, la produzione negli stabilimenti italiani. Gli ‘altri mezzi di trasporto’ sono prevalentemente biciclette e motocicli, che potrebbero indurre a pensare che la spinta possa essere dovuta ad una necessità di accesso a mezzi di mobilità a costo più contenuto.

Se guardiamo questi dati, non c’è nulla di strategico in questa inversione. E’ questo il contributo che vogliamo dalla metalmeccanica italiana alla crescita ed alla trasformazione dell’Europa?

Occupandomi oggi di produzione metalmeccanica, posso sicuramente confermare la banale affermazione che la produzione non segue altro che la domanda. Meno banale è la considerazione che la domanda può essere selezionata se si ha una visione strategica, e la domanda può essere anche governata se istituzionalmente si ha una visione di trasformazione dell’Europa. Sul primo punto noi come Cioncolini stiamo perseguendo le opportunità nei mercati che saranno il fulcro della trasformazione dell’Europa grazie al RepowerEU, il piano per l’indipendenza energetica europea: possiamo dire che, ovviamente con l’obiettivo di massima soddisfazione degli gli share/stakeholder, stiamo facendo la nostra piccola parte.

Oltre a ciò vorremmo poter fare di più, ma non dipende da noi. La metalmeccanica italiana ha bisogno di un “direttore d’orchestra” istituzionale che preservi, e nutra, un piano per l’indipendenza energetica italiana che possa a sua volta contribuire al piano per l’indipendenza energetica europea.

Quello che serve è una filiera strategica italiana, composta da asset nazionali, che garantisca l’indipendenza nella produzione di inverter, accumulatori, e generatori per energie rinnovabili. Sembrerebbe che si stia parlando solo ‘di ferro’ ma non è così: la filiera deve includere player capaci di interpretare la digitalizzazione non solo delle aziende, ma anche delle reti elettriche e quindi dei prodotti che ne sono i componenti.

C’è quindi spazio per un nuovo Sistema Italia di integrazione di tutta la filiera, e ce ne è quanto mai bisogno. La metalmeccanica italiana può giocare un ruolo chiave in tutta la filiera dell’indipendenza energetica: macchinari e impianti per la produzione di energia, componenti e sistemi per la sua distribuzione, ricerca e sviluppo di nuove tecnologie per l’energia.

Tuttavia, per sfruttare appieno questo potenziale, è necessario un piano strategico chiaro e coordinato a livello nazionale ed europeo, che includa investimenti in ricerca e sviluppo e sostegno alle imprese metalmeccaniche.

Pragmaticamente possiamo accettare che il piano ‘si costruisca facendo’, ma in tal caso è necessario cominciare a fare subito.

*Ingegnere, Amministratore delegato Cioncolini s.r.l.