Direttrici per sviluppo concreto

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A cura di Mario Raffa Riaccendere il dibattito sul meriodionalismo è l’obiettivo del premio Sele d’Oro. Sullo sfondo degli incontri di un evento “raro” nel nostro Paese (siamo abituati ai Ventenni, ma A cura di Mario Raffa Riaccendere il dibattito sul meriodionalismo è l’obiettivo del premio Sele d’Oro. Sullo sfondo degli incontri di un evento “raro” nel nostro Paese (siamo abituati ai Ventenni, ma poche cose durano tre decenni) ci sono i temi sui quali l’Italia si gioca parte del suo prossimo futuro. Partendo dalla dimensione locale, il Premio ha la sua casa nelle aree interne della Campania, quelle bagnate del fiume Sele, corridoio di tradizione e innovazione che attraversa l’area della regione lontana dal mare, e bagna una quantità di paesi che vogliono collaborare, fare rete, prendere sul serio la possibilità di cavalcare le nuove frontiere dello sviluppo. Allargando lo sguardo e spostando il punto d’osservazione dal territorio ai temi del rilancio, il Premio, quest’anno, articola la discussione sul meridionalismo, intorno a cinque aree. Quella dei saggi sui temi del Mezzogiorno; il giornalismo e più in generale il mondo dei media come sistema di transito delle conoscenze e delle informazioni, da sempre intitolato a Michele Tito tra i fondatori dell’evento; e poi le buone pratiche, come esempi concreti di percorsi avviati e vivi. E poi il tema, che chi ci segue sa essere il nostro tema: quello dei giovani e della nuova impresa. Tutto questo non è poco. Lungo queste direttrici viaggia la speranza di costruire uno sviluppo vero. E sono queste le strade che intersecano le decisioni che in questo periodo il Governo sta prendendo. Pare non più rimandabile la costruzione di infrastrutture materiali che possano agevolare gli scambi e avvicinare il sud al nord. La Napoli-Bari; Bagnoli; le infrastrutture della Valle Telesina e del salernitano.