Direzione Italia, Fitto a Napoli: Da Campania rilancio Sud

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Un progetto politico che ha tre punti di riferimento: avere una collocazione europea nella famiglia dei conservatori; un radicamento territoriale che sia fortemente in grado di rappresentare le esigenze e i bisogni dei cittadini e che dia voce a quelli che realmente rappresentano i territori; e un programma liberale in cui il centrodestra italiano e il Paese ha bisogno. Questi i principali elementi del programma che caratterizzano il nuovo movimento politico Direzione Italia, guidato dall’europarlamentare Raffaele Fitto, presentato a Napoli. All’attenzione dell’ex governatore della Puglia, anche la Campania, dove “vogliamo rilanciare anche temi politici che interessano il Mezzogiorno” e che “sono assenti nella politica di questo governo e che noi riteniamo sono fondamentali”, evidenzia Fitto. “Una regione, quella campana, in cui non si utilizzano le risorse comunitarie come si dovrebbero – prosegue – siamo in un contesto nel quale dopo la sottoscrizione dei cosiddetti patti sottoscritti da Renzi, avvenuta a ridosso della campagna referendaria, questi non sono stati seguiti dai fatti. Sono stati dei pacchi per i territori. E noi vogliamo anche su questo tema rilanciare la nostra azione politica per portare avanti le politiche del Mezzogiorno”. Una riflessione sul Sud d’Italia non puo’ che riguardare tutte le regione del meridione, governate dalla sinistra insieme al governo del Paese a cui e’ collegata: “I dati economici, i dati reali, i risultati raggiunti, per quanto mi riguarda sono assolutamente negativi”. Quanto a Napoli e al sindaco Luigi de Magistris, che con il suo movimento DeMa affronta le amministrative anche a Taranto, ” potrei semplificare dicendo che rispetto le posizioni, che ascolto. Se c’e’ un opposto noi lo rappresentiamo. Siamo per politiche liberali che vanno nella direzione opposta a populismi e a crescita spesa pubblica che noi riteniamo deleteri. Il Mezzogiorno deve tornare centrale, ma con una classe dirigente che deve assumersi le sue responsabilita’ e di porre seriamente le questioni e non certamente una classe dirigente che rivendica polemicamente ruoli che non hanno piu la possibilita’ di essere portati avanti con queste modalita’”.