Diritto al lavoro e a una vita dignitosa, nasce a Napoli l’Ardc: Ecco i nostri obiettivi

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“Dalla professionalità e dall’attivismo civico di Giovanni Natale, Raffaele Mastroberti, Carmina Nocera, dal loro confronto giornaliero e professionale con le non certo felici inerenti problematiche, è stata costituita e registrata l’associazione Riscatto Dignità Cittadinanza “Ardc“.  L’associazione non ha fini di lucro e persegue finalità civiche, solidaristiche, sindacali e di utilità sociale”. E’ quanto si legge nella nota diffusa dalla neonata associazione, presieduta da Giovanni Natale, in cui si spiega che l’Ardc ha i seguenti obiettivi:

  1. tutelare i diritti dei percettori del Reddito di Cittadinanza finalizzato al lavoro
  2. tutelare il diritto dei cittadini ad avere un lavoro dignitoso secondo l’articolo 1 della costituzione
  3. promuovere il passaggio dall’assistenzialismo al lavoro in associazione con Enti pubblici e privati
  4. favorire ogni forma di aggregazione sociale, cooperativa, enti bilaterali, sindacali e di formazione secondo le normative vigenti
  5. implementare le richieste di revisione normativa dei Centri per l’Impiego

“In una realtà – continua la nota – come quella di Napoli e di tutto il Sud Italia, che detiene il triste record europeo di disoccupazione, parametro non contestabile da alcuno, e che ci è valso dall’Unione europea un Recovery fund per 209 milioni, e con un record di de-industrializzazione che va ad aumentare ogni giorno il numero dei disoccupati, la misura del reddito di cittadinanza adottata nel 2019 e che paga un assegno medio di circa €.500  è stata sicuramente uno strumento sociale efficace di contrasto alla povertà specialmente per famiglie e donne single con figli, queste figure tra le più colpite dalla crisi. La misura invece non è stata efficace per quanto riguarda l’applicazione delle misure di inserimento nel mondo del lavoro. Questo per una serie di molteplici motivi, in primis le funzioni inesistenti dei Centri per l’Impiego ove contrastanti Anpal ed i famosi navigator, il predominare del lavoro interinale specie per figure basse, la mancanza di una formazione professionale fissa per i percipienti, i pochi controlli, il lavoro nero che spadroneggia in determinati settori, il mancato raccordo con Confindustria Servizi e Commercio, e,  ultima cosa, questa assai importante, la serie di paletti volutamente posti dal legislatore all’inserimento dei percettori del Rdc in maniera efficace negli enti locali (Comuni ) con i Puc ( progetti utili collettività) , paletti voluti per evitare le riedizione degli Lsu ma che di fatto bloccano l’uso diffuso ed efficace dei percettori nei Comuni medio-grandi. Basti pensare a titolo di esempio al Comune di Napoli ove occorrono almeno 3.000 figure per far funzionare servizi con bassa professionalità. Verde, pulizie manutenzioni urbane, vigilanza , servizi anagrafici etc . Personale che il Comune dissestato non potrà mai assumere , ma che in mancanza di misure efficaci e finanziamenti ad hoc non potrà attingere dalle migliaia di percettori.
Lo scopo dell’associazione è quello di migliorare la legge per ridare riscatto e dignità lavorativa alle migliaia di percettori del Rdc oggi tacciati di assistiti, e proporre alle istituzioni ed in maniera apartitica , al mondo politico locale e nazionale soluzioni pratiche che vengono dalla vita reale dei percettori, delle aziende, e imprese , questo mediante dibattiti, conferenze e proposte. Al sindaco di Napoli ed al Prefetto è stata data comunicazione della nostra costituzione”.