Dissesto e riduzione dei rischi
Brigante: Informare previene

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Uno degli esempi classici nella prevezione del dissesto idrogeologico è, per i tecnici, la manutenzione dei sistemi di deflusso idrico. Una ovvietà, per ingegneri e geologi, Uno degli esempi classici nella prevezione del dissesto idrogeologico è, per i tecnici, la manutenzione dei sistemi di deflusso idrico. Una ovvietà, per ingegneri e geologi, le due professioni che inmodo complementare gestiscono la prevenzione dei rischi e il verificarsi di eventi eccezionali. Considerazioni meno ovvie, invece, per i cittadini, ai quali vanno illustrate le soluzioni e le possibilità di ridurre i pericoli. “L’informazione delle comunità che vivono in territori a rischio come la Campania è la prima arma per prevenire i disastri:”: ne è convinto Michele Brigante, presidente dell’Ordine degli ingegneri della provincia di Salerno, promotore del primo di una serie di incontri sulla comunicazione verso il territorio. Scopo dell’incontro, svoltosi ieri grazie all’organizzazione a cura del Lions Club Salerno Host alla presenza del’Ordine dei geologi campani, fare il punto sul livello di informazione della cittadinanza a fronte dei rischi più o meno probabili del territorio. In questo contesto, è centrale il ruolo degli ingegneri, idraulici sopratttutto, nella gestione a monte dei rischi. Al centro del dibattito anche la recente istituzione dei presìdi territoriali, una rete di ingegneri e geologi finanziata dalla Regione Campania, la prima in Italia. Quindici milioni di euro per fornire gli strumenti utili a 500 geologi e 500 ingegneri. Sperimentati per la prima volta durante l’alluvione del Sarno, nel 1998, costituiscono interventi non strutturali di ausilio sia in fase di “quiete”, sia in fase di emergenza. “Tutte le misure a disposizione per fronteggiare un evento improvviso devono essere note ai cittadini, oltre che al professionista che ci lavora – precisa Brigante -. Lo stesso vale per le attività di mitigazione dei rischi fino a renderli accettabili”. L’incontro di ieri a Salerno è solo l’inizio: l’Ordine salernitano degli ingegneri ha in programma un ciclo di interventi con l’obiettivo di fornire alle comunità che vivono nei territori a rischio una cassetta per gli attrezzi pratica. Un percorso, quello auspicato da Brigante, fatto di prevenzione a monte tramite l’uso corretto del suolo – ed è questo uno degli aspetti in cui gli ingegneri possono incidere maggiormente – ma anche di individuazione delle zone più soggette al pericolo, che necessitano di un monitoraggio costante. “Per giugno l’Ordine di Salerno sta organizzando un convegno nazionale sul tema – prosegue il presidente –: al primato campano nella realizzazione dei presìdi va dato seguito con il coinvolgimento della cittadinanza. Fin quando i buoni provvedimenti restano sconocsciuti, perdono una parte della loro efficacia”.