Distretti, export dei distretti tocca massimo storico a 94,6 mld. Campania traina il Sud

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Nel 2015 l’export dei distretti industriali italiani ha toccato i 94,6 miliardi di euro, livello record delle esportazioni e il doppio dei minimi segnati nel 2009. Lo scorso anno 61 distretti su 147, secondo il rapporto della direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, hanno registrato nuovi massimi storici. Inoltre si è nuovamente ampliato l’avanzo commerciale, che si è portato a quota 62,7 miliardi di euro, i due terzi circa dell’intero surplus del settore manifatturiero italiano. Negli ultimi tre anni l’export dei distretti ha registrato una crescita media annua del 4% circa: dal +4,8% nel 2013, al +4% nel 2014, fino al +4,2% nel 2015. E tra il 2012 e il 2015 l’export distrettuale è aumentato complessivamente del 13,6%. A livello settoriale si sono messe in evidenza le aree specializzate in prodotti e materiali da costruzione (+7,8% nel 2015), nell’agro-alimentare (+7,3%) e nel mobile (+6%). 
I distretti della meccanica, dopo un inizio d’anno debole, hanno mostrato segnali di accelerazione nei trimestri successivi, riuscendo a chiudere il 2015 con un progresso del 4,2%. Performance meno brillanti, ma positive, sono state registrate dai distretti della moda e degli elettrodomestici che, dopo un 2014 in forte crescita, hanno segnato un lieve aumento dei valori esportati: +2,2% per i beni di consumo, +3,4% per i beni intermedi della moda e +1,3%per gli elettrodomestici.
Campania e Puglia trainano il Sud
A livello geografico i distretti del Triveneto sono tornati a essere il motore della crescita italiana sui mercati esteri, come l’occhialeria di Belluno, la concia d Arzignano, la meccanica strumentale di Vicenza, il prosecco di Conegliano-Valdobbiadene, il mobile del Livenza e Quartier del Piave, i dolci e la pasta veronesi e le carni di Verona. Brillanti anche i distretti del Mezzogiorno, che nel 2015 hanno registrato un aumento dell’export dell’8,3%, il doppio circa rispetto alla media italiana. Puglia e Campania, le due regioni meridionali con la più alta presenza distrettuale, sono state trainanti, riportando un progresso del 10,8% e del 6,9% rispettivamente. Per il secondo anno consecutivo l’export distrettuale è stato trainato dai mercati avanzati. Negli Stati Uniti si è registrata una crescita generalizzata, guidata dai distretti del sistema moda, dell’agro-alimentare, dei prodotti e materiali da costruzione e della meccanica. Si è poi consolidata la ripresa di alcuni importanti mercati europei, come il Regno Unito e la Spagna. In controtendenza rispetto alla media manifatturiera italiana, l’export distrettuale è tornato a crescere sul mercato cinese (+5,7% nel 2015 contro -0,9% del manifatturiero), con il sistema moda, mobili e agroalimentare come i settori più in crescita. La crescita sui nuovi mercati è stata però frenata dalle difficoltà incontrate sul mercato russo, che ha continuato a risentire della crisi del rublo e del crollo del prezzo del petrolio.