Distretti, il report di Intesa Sanpaolo: il fatturato delle imprese torna ai livelli pre-crisi

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Nel biennio 2014-2015 il fatturato delle imprese dei distretti industriali italiani è cresciuto in media dell’1,9%, con un andamento migliore rispetto alle aree non distrettuali. E tra il 2008 e il 2015 sono quasi 6 i punti percentuali di crescita in più per le imprese dei distretti rispetto alle aree non distrettuali. Tanto che i cluster hanno completamente recuperato quanto perso durante la crisi economica e sono tornati ai livelli di fatturato del 2008. Al di fuori dei confini distrettuali, al contrario, il gap è ancora “significativo”. E’ quanto emerge dal rapporto annuale di Intesa Sanpaolo sui distretti italiani. Inoltre, secondo il rapporto, nei distretti è migliore l’evoluzione degli addetti rispetto alle aree non distrettuali: le imprese distrettuali più dinamiche hanno evidenziato una crescita degli occupati più elevata. E anche le imprese più in difficoltà hanno mostrato una maggiore tenuta occupazionale. Nei distretti, ad esempio, un quinto delle imprese tra il 2008 e il 2014 ha registrato un aumento degli addetti superiore al 38%, 5 punti percentuali in più rispetto alle aree non distrettuali. Nei distretti si è assistito all’affermazione di una nuova classe di medie imprese, capaci tra il 2008 e il 2014 di aumentare il fatturato (+10%), di accrescere i propri addetti (+5% circa), di rafforzare i propri livelli di produttività del lavoro e di redditività, facendo leva anche su una struttura patrimoniale più solida.

Nel rapporto di Intesa Sanpaolo si indica che i distretti migliori per crescita e redditività sono l’occhialeria di Belluno, quello del prosecco di Conegliano-Valdobbiadene, il marmo di Carrara, la gomma di Sebino Bergamasco e i dolci di Alba e Cuneo. Il rapporto sottolinea che i distretti sono anche le aree dove è più alta la quota di imprese che esportano (38,4% contro 29,4%), ma dove è anche più elevata la percentuale di imprese con attività di export e dotate di marchi registrati a livello internazionale (32,7% contro 25,8%). Inoltre, tra i distretti è più intensa la presenza all’estero con partecipate (24,9 imprese partecipate ogni 100 imprese in Italia, mentre nelle aree non distrettuali ci si ferma a 18) e più importante l’impegno sul fronte dell’innovazione (circa 50 brevetti ogni 100 imprese contro 42). Per Intesa Sanpaolo nel biennio 2016-17 “si dovrebbe assistere a un’evoluzione ancora positiva del fatturato delle imprese distrettuali, diffusa a tutte le principali filiere produttive”, con tassi di crescita medi annui del 2,7%. Un sostegno importante alla dinamica del fatturato verrà dal mercato interno. Le attese sul 2016 vedono “una buona tenuta dei consumi e un rafforzamento degli investimenti”.