Distretto del pomodoro Startup per 76 pmi

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Rappresenta il 64 per cento del fatturato nazionale con 2,4 miliardi di euro, e il 51 per cento dell’export dell’intero comparto: è il giro d’affari dell’industria campana Rappresenta il 64 per cento del fatturato nazionale con 2,4 miliardi di euro, e il 51 per cento dell’export dell’intero comparto: è il giro d’affari dell’industria campana del pomodoro, che ha il proprio fiore all’occhiello nell’area di Nocera Gragnano, in procinto di diventare Distretto. Si è infatti concluso l’iter di costituzione del primo Polo distrettuale del pomodoro dell’Italia centromeridionale. I numeri – Settantasei le aziende campane associate ad Anicav – l’Associazione nazionale Industriali delle conserve alimentari vegetali con sede a Napoli, coinvolta nell’organizzazione dell’undicesimo Congresso Mondiale del Pomodoro, in calendario a Sirmione del Garda dall’8 all’11 giugno – e di queste 17 attive nella provincia di Napoli, 3 in quella irpina e ben 56 (l’80 per cento) nel Salernitano, per lo più nel distretto di Nocera-Gragnano. È qui che sono presenti i maggiori gruppi industriali a livello nazionale ed europeo, e qui viene trasformato più del 40 per cento del pomodoro lavorato in Italia. Le aziende del bacino campano – alcune delle quali hanno stabilimenti anche in altre regioni d’Italia – trasformano circa il 50 per cento della produzione italiana di pomodoro (un quarto di quella europea) e la medesima quota di legumi e sottolio. Dall’export 1,5 mld – Numeri ancora più da capogiro se si guarda l’export: il valore dell’industria conserviera campana ammonta a 1,5 miliardi, pari al 51 per cento del dato nazionale: 700 milioni dall’export dei derivati del pomodoro, 300 da quello di legumi e ortaggi conservati e mezzo miliardo dalla frutta conservata. I prodotti agroalimentari del Sud prendono il largo diretti verso Europa, Stati Uniti, Giappone ed Australia. Il peso della regione sul commercio con l’estero è dunque significativa anche se si guardano i dati dal punto di vista della logistica portuale: gli scali di Napoli e Salerno movimentano ogni giorno circa 1.500 contenitori di conserve vegetali. Distretto, base a Nocera – Count down, dunque, per la nascita del Distretto del Centro sud che ha come cuore pulsante Nocera: la procedura è agli sgoccioli e il polo dovrebbe vedere la luce entro il prossimo 10 aprile. Si tratta dell’unica aggregazione di filiera nata grazie alla volontà delle parti di autoregolamentarsi: tra i vantaggi, una filiera più efficiente e competitiva che potrà integrare i soggetti coinvolti e valorizzare l’immagine del comparto. All’ambizioso obiettivo hanno collaborato, oltre ad Anicav, anche Agroinsieme e Coldiretti, oltre alle associazioni di categoria. L’annuncio è arrivato alla Stazione sperimentale di Angri (che ne sarà probabilmente la sede) durante la presentazione del Congresso mondiale di giugno, illustrato nei numeri e nelle aspettative da Giovanni De Angelis e Antonio Ferraioli, direttore e presidente di Anicav. Tour dell’associazione – Inizia proprio nella provincia salernitana il tour dell’associazione, la più grande al mondo per numero di imprese e quantità di prodotto trasformato, per promuovere l’appuntamento di Sirmione del Garda sul tema “Dalla terra alla tavola: un impegno comune per il futuro dei prodotti trasformati a base pomodoro”: all’evento, tornato in Italia dopo 21 anni, prenderanno parte 500 operatori provenienti da tutto il mondo. Un ruolo chiave, quello di Anicav, testimoniato, per esempio, dall’impegno profuso nel tentativo di ottenere il riconoscimento del marchio di tutela Igp per la produzione dal pomodoro pelato intero, trasformato per la quasi totalità da aziende associate nel bacino meridionale. Evidenziando le caratteristiche di unicità e la garanzia di qualità del pelato, il marchio potrà contribuire ad un’ulteriore crescita dei consumi e alla ripresa del mercato. •••