Disturbi specifici dell’apprendimento, come gestirli: docenti UniFortunato fra gli autori delle linee guida

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Due professori dell’Università Giustino Fortunato di Benevento, Domenico Dragone e Roberto Ghiaccio, docenti di neuropsichiatria infantile, hanno partecipato alla stesura delle Linee Guida Nazionali per la Gestione dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA). I due docenti insegnano ai corsi di laurea in Scienze e Tecniche Psicologiche e in Scienze dell’Educazione.
Il documento, pubblicato dal Sistema Nazionale Linee Guida (SNLG), aggiorna e integra le precedenti Linee Guida e non riguarda solo la diagnosi in età evolutiva, ma vede rilevanti novità, come la diagnosi di DSA negli adulti.
“Per quanto riguarda gli adulti vengono precisati meglio i criteri per la diagnosi” ha osservato Dragone, che oltre a insegnare all’Unifortunato è Direttore della struttura complessa di neuropsichiatria per l’infanzia e adolescenza della ASL di Avellino e insegna alla scuola di specializzazione di neuropsichiatria infantile dell’Università Federico II. Di Napoli. Inoltre, grande altra novità è la raccomandazione di screening dei DSA negli adulti, così da garantire maggiormente le tutele che discendono dalla diagnosi. Ed è proprio su questo aspetto innovativo che il professore Roberto Ghiaccio ha contribuito nel gruppo di scrittura diretto dal prof. Enrico Ghidoni. “I DSA sono disturbi cronici che cambiano la loro fenomenologia nel corso del tempo, tuttavia sovente capita che la diagnosi sfugga in età scolare.  Le nuove Linee Guida espongono al clinico criteri e metodologie per poter porre diagnosi, favorendo così l’inclusione sociale, universitaria e lavorativa, evitando forme di dispersione ed abbandono delle proprie aspettative” ha spiegato Ghiaccio, che è anche presidente Associazione italiana dislessia sez. di Benevento e responsabile scientifico ADHD Campania.
Si calcola che a livello nazionale il 3-4% della popolazione in età scolastica abbia un disturbo specifico dell’apprendimento ed è importante, ha sottolineato il prof. Dragone, “che ci si attenga agli strumenti e alle procedure previsti per la diagnosi, altrimenti vi è il rischio di una diagnosi non corretta.  Queste linee guida sono importantissime – ha aggiunto – perché vengono applicate in tutti i contesti in cui il soggetto si troverà ad affrontare determinate situazioni, come la scuola, il lavoro, l’ingresso all’università”.
Le Linee Guida aggiornate, ha spiegato Ghiaccio, “contengono raccomandazioni a contenuto clinico o clinico-organizzativo per la pratica professionale connessa all’esecuzione delle prestazioni sanitarie con finalità preventive, diagnostiche, terapeutiche, palliative, riabilitative e di medicina legale. Esse sono state sviluppate attraverso un processo sistematico di revisione critica delle evidenze disponibili e redatte da esperti del settore. Per l’ampio spettro dei quesiti e delle raccomandazioni (prognosi, diagnosi e trattamento\terapia) le linea guida sono destinate a diverse figure professionali sanitarie sia per un lavoro diretto di applicazione della linea guida con la persona con DSA che per un lavoro indiretto di individuazione delle condizioni a rischio e di supporto alle famiglie\paziente nelle scelte sanitarie da operare”. La diagnosi infatti viene fatta da una equipe multidisciplinare come previsto dal decreto 43 del 2014 della Regione Campania che pone a carico dell’equipe la diagnosi e la certificazione dei Dsa” ha detto il prof Dragone che ha contribuito alla messa a punto del decreto 43. La certificazione, ha concluso il neuropsichiatra infantile, consente alla scuola di predisporre il Piano didattico personalizzato (PDP) che utilizza le tutele previste dalla normativa, con la messa in atto di strategie dispensative, strategie didattiche individualizzate e strumenti compensativi.