Dl Salvini, ortodossi M5S sul piede di guerra

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Roma, 25 ott. (Adnkronos) – Clima rovente al Senato, dove in Commissione Affari Costituzionali è in discussione il . “I nostri emendamenti non sono stati ritirati ed escludo che saranno ritirati se non ci saranno aperture favorevoli del governo sugli emendamenti più pregnanti”, spiega all’Adnkronos la senatrice M5S Paola Nugnes.

I 19 emendamenti 5 Stelle che la Lega avrebbe scelto di ‘condividere’ sugli 81 presentati dai grillini “non sono i nostri – rimarca la parlamentare ‘ortodossa’ -. Noi abbiamo provato ad interloquire con il governo sin dall’inizio, da quando il decreto era in bozza e le associazioni ci contattavano”. “Abbiamo presentato le nostre osservazioni  e chiesto momenti di confronto. Ma le nostre posizioni, che sono quelle del programma M5S, sono state evidentemente considerate troppo radicali”, osserva Nugnes, che confida ancora nel dialogo con l’esecutivo. “Non demordiamo – dice – e aspettiamo fiduciosi che si voglia trovare un punto di sintesi come doverosamente dovrebbe essere, capace di evitare i preannunciati problemi di sicurezza sociale che questo decreto minaccia formando 120mila irregolari in più, oltre ai 500mila già presenti sul nostro territorio”.

Per la collega Elena Fattori, da parte dei senatori ‘dissidenti’ M5S c’è già stata piena disponibilità a recepire le richieste dei vertici del Movimento. “Ci hanno chiesto di presentare gli emendamenti imprescindibili senza i quali il decreto non è votabile, per cui abbiamo fatto un’analisi di tutti gli emendamenti e scelto quelli, ritirando gli altri. E’ stato ovviamente uno sforzo teso a trovare un punto di caduta. Se anche questo dovesse andare a vuoto non sarà certo per la nostra mancanza di buona volontà”, sottolinea la senatrice.

E aggiunge: “Abbiamo fatto uno sforzo molto grande per andare incontro alle richieste del Presidente della Repubblica per eliminare la criticità costituzionali e per ascoltare le voci dei sindaci e delle tante associazioni che ci hanno segnalato le contraddizioni del decreto”.

“Nello stesso tempo – afferma all’Adnkronos – abbiamo accolto l’appello dei vertici a ridurre al minimo le richieste di cambiamento da negoziare con Salvini. Speriamo che questo lavoro non sia sprecato e umiliato dall’ennesima prova di forza ai danni di un sano e democratico lavoro parlamentare”.