Dodici botteghe per i futuri artisti dello scatto. Officina Reporter in mostra a Salerno

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Esplorare la fotografia, entrarci dentro con tutte le scarpe, è questo l’obiettivo di Officina Reporter che mercoledì 21 settembre alle ore 18:00 presenterà, presso il Complesso monumentale di Santa Sofia a Salerno, un progetto mai tentato prima, con un’esposizione che affianca a 43 giovani fotografi i grandi professionisti della fotografia. 

Ma Officina non nasce e si consuma come semplice fenomeno espositivo quanto come tentativo di indagare la realtà procedendo per geografie e attraverso un’agenda fittissima di appuntamenti, percorrendo così la fotografia da capo a piedi per comprenderne i meccanismi estetici, critici e di messa a punto. Con i curatori Luciano Ferrara e Sofia Ferraioli, attraverso la collaborazione dell’associazione Noòs e Tribunali 138, è stato così costruito una solida impalcatura di cooperazioni laboratoriali diramatasi in 12 laboratori alla cui guida si sono affiancati 12 tutor, tutti fotografi professionisti. Ogni fucina fotografica ha ideato nel corso di un anno un progetto attorno a cui orbitano i singoli elaborati dei 43 ragazzi, con l’intento di formare nuove professionalità, attraversando con fare pensante la Campania tutta, intesa come spazio fisico quanto ideale. 
 
L’azione laboratoriale converge così nella mostra che si aprirà il 21 settembre dal titolo Guardare con leggerezza, leitmotiv di questa prima edizione. Una leggerezza, quella del tema scelto, che non va intesa come attitudine superficiale, ma come sguardo lieve e in grado di frastagliarsi sulle cose senza appesantirle ulteriormente, mantenendo un peso specifico proprio, nitido. A Guardare con leggerezza si va poi legando “La geografia al centro”, progetto che coinvolge 12 autori di fama internazionale, tra cui Massimo Berruti, Francesco Cito, Andrea de Franciscis, Fausto Giaccone, Alex Majoli, Pietro Masturzo, Eduardo Cataldo, Lina Pallotta, Giulio Piscitelli, Roberto Salomone, Ivo Saglietti, Ugo Panella : 12 percorsi per 12 diverse porzioni di mondo, da New York alla Sierra Nevada, dall’India alla ultraortodossa Israele. Officina agisce così su due fronti che non si muovono parallelamente, ma convergono creando una piattaforma reale di comunicazione e  scambi. Si muove su un territorio che si restringe ed espande continuamente a seconda dei punti di vista. E la fotografia, attraverso tutta una serie di dibattiti e appuntamenti, risulterà essere quel medium perfetto per approfondire la realtà,  rileggerla secondo alfabeti diversi e scrivere, attraverso quegli stessi alfabeti, paradigmi prima inimmaginabili. 

Il fotografo accostando l’occhio al suo apparecchio congela il mondo in uno spazio e in un tempo limitato. Immaginare compiere questo gesto a 43 giovani fotografi, a cui si aggiunge un’ampia rosa di fotografi professionisti, significa affiancare una varietà infinita di punti di vista e istanti e tempi congelati. Significa portare davanti gli occhi dello spettatore realtà plurime quanto unitarie, inedite quanto conosciute. Officina Reporter non è solo un modo per esplorare la fotografia, ma un modo per entrare con tutte le scarpe dentro questo nostro mondo e forse imparare a vederlo per la prima volta.