Domenico Tuccillo (Pd): Porto e area metropolitana, dare attuazione alle ZES

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In foto: Domenico Tuccillo

E’ il mare, una delle risorse più autentiche della Campania, la leva per la ripresa economica della Campania per Domenico Tuccillo, candidato al Consiglio regionale della lista del PD a sostegno del presidente De Luca. Tuccillo, giornalista e docente di materie letterarie, è stato deputato per tre legislature e sindaco di Afragola dal 2013 al 2018. “La ripresa dei traffici marittimi fa del Mezzogiorno una grande piattaforma collocata al centro del Mediterraneo – sottolinea Tuccillo -. La Campania e Napoli possono essere un punto di approdo strategico per gli scambi commerciali, ma anche per il traffico turistico. Occorre per questo attrezzare in modo adeguato le nostre aree portuali e retroportuali, prevedendo per quest’ultime l’attuazione di quelle Zes, Zone economiche speciali, che devono garantire procedure semplificate e defiscalizzazione per favorire l’insediamento di attività industriali e lo sviluppo di nuova occupazione.

Come deputato e sindaco di Afragola ha rivolto particolare attenzione all’area metropolitana di Napoli: quali sono i principali nodi da sciogliere in questo territorio?

La priorità è innanzitutto quella di arrivare quanto prima a definire l’elezione diretta del sindaco della Città metropolitana. Senza questo passaggio istituzionale e politico non ci potrà mai essere una legittimazione vera del governo di quest’area. Come Presidente della commissione statuto ho provveduto a suo tempo a far inserire questa norma, ma occorre una decisione del Parlamento per darle esecutività. Poi ci sono i problemi che riguardano l’ambiente, tra cui non solo quello dei rifiuti, ma anche quello fondamentale della depurazione. Occorre infine completare i collegamenti con la stazione di Afragola, che deve essere il perno di tutto il sistema ferroviario della Campania.

La Campania ha uno straordinario patrimonio paesaggistico e culturale: come metterlo al servizio del turismo?

Per il turismo occorre una politica integrata che parta dalla tutela del paesaggio alla infrastrutturazione primaria, dai trasporti alla depurazione, all’organizzazione dei servizi, ad una promozione unificata del marchio Campania. Occorre poi una capacità di gestione manageriale e moderna dei grandi siti culturali sul modello di quanto realizzato da Massimo Osanna a Pompei. Infine, c’è anche il tema dei criteri per la classificazione degli alberghi, con l’assegnazione delle stelle, che deve essere rivisto con una regolamentazione molto più rigorosa.

Dopo la vicenda del Covid in che modo bisogna intervenire sulla sanità?

Occorre ripensare tutto il sistema della sanità che non può più essere incentrato sulla rete ospedaliera. Occorre potenziare l’assistenza sul territorio creando presidi dove i medici di base possono lavorare insieme o anche unità più complesse, come quelle che vengono chiamate di cure primarie, che devono vedere insieme medici di base e medici specialistici, prevedendo l’istituzione anche dell’infermiere di famiglia. Occorre, inoltre, fare in modo che venga rafforzata l’assistenza domiciliare, portando le cure fino a casa del paziente, evitando in questo modo la congestione dei pronto soccorsi degli ospedali, che vengono intasati dagli ammalati proprio a causa della mancanza di strutture territoriali. Basta andare al pronto soccorso del Cardarelli per rendersi conto dello stato di emergenza in cui vivono gli operatori sanitari e gli stessi ricoverati che certamente, in quelle condizioni, non possono ricevere un’adeguata accoglienza.