Domorental, ecco come l’architettura aperta si sposta dal mondo bancario al noleggio operativo

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in foto Claudio Mombelli, Ceo Domorental

Come nel mondo della finanza i player vendono fondi e prodotti d’investimento di altri operatori, anche   le società del noleggio operativo – il sistema che consente di affittare un bene o un servizio anziché acquistarlo – si convertono all’architettura aperta e al parallel renting. È il caso di Domorental, società italiana con sede a Milano che ha importato dagli Usa nel nostro Paese il modello del performance renting, che da tempo integra la propria offerta con quella di altre realtà specializzate nel noleggio operativo, come Intesa Sanpaolo Rent Foryou, e altri primari operatori del settore, e che negli ultimi cinque anni, dal 2017 al 2021, ha visto crescere il peso specifico dell’open renting di quasi il 20%.
Nell’epoca della subscription economy aziende, clienti e consumatori passano, in una prospettiva win win di reciproco vantaggio, dalla logica del possesso di un prodotto a quella dell’utilizzo.  Il noleggio operativo, il modello che consente di trasformare qualunque bene, dagli impianti industriali a quelli tecnologici agli arredi, in un servizio, ossia noleggiare prodotti, macchinari e servizi attraverso il pagamento di un canone ricorrente la cui durata e il cui importo variano in funzione di diversi parametri, senza cioè intaccare il capitale circolante e ricorrere al finanziamento bancario, è in crescita. In Italia nei primi quattro mesi del 2022, il leasing strumentale operativo ha registrato 31.416 contratti per un valore di 444.357 milioni, pari rispettivamente a un +12,5% e +14,7% sul medesimo periodo dell’anno precedente (dati Assilea). Secondo l’indagine preliminare di Leaseurope, l’associazione europea di categoria, nel 2021 i volumi totali del leasing nel suo complesso (leasing, strumentale finanziario e strumentale operativo) nel Vecchio Continente sono saliti del 13,3% rispetto al 2020.
“Il settore del credito – afferma Claudio Mombelli, ceo di Domorental – è profondamente cambiato. I grandi gestori patrimoniali e le organizzazioni bancarie innovative arricchiscono la propria offerta con quella di società terze – apparentemente in concorrenza – e sviluppano soluzioni e servizi insieme a partner esterni molto specializzati. Anche in Italia il servizio del renting si sta evolvendo in tale logica per soddisfare le esigenze in particolare delle microimprese e delle Pmi, con queste ultime che rappresentano oltre il 40% del fatturato e il 30% degli occupati. Nella nostra esperienza il ricorso a soluzione di altri operatori è aumentato di quasi il 20% negli ultimi cinque anni. Continuiamo a gestire una quota rilevante di direct renting, è però importante coprire una parte del renting alleviando costo ed esposizione della società principal coinvolta nell’iniziativa”.