Donazione degli organi, Mcl si mobilita. Costalli: Una speranza per tanti malati

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di Paola Ciaramella

“In un momento in cui non si pensa più a temi come la responsabilità, la gratuità, il bene comune, richiamare l’attenzione su un argomento sensibile come la donazione degli organi è fondamentale. Poche settimane fa il Dicastero Vaticano ha chiarito definitivamente, per i cristiani, tanti dubbi etici al riguardo: prima non c’era un veto, ma neppure un pronunciamento chiaro da parte della Chiesa a favore dei trapianti.”. Lo ha detto Carlo Costalli, presidente nazionale del Movimento cristiano lavoratori (Mcl), al convegno “Donazione e trapianto”, che si è tenuto nel pomeriggio del 23 marzo all’Istituto di Cultura Meridionale di Via Chiatamone. Organizzato dalla sede provinciale Mcl Napoli e dall’Associazione italiana notai cattolici (Ainc), l’incontro ha affrontato l’aspetto della responsabilità professionale dei sanitari e fornito indicazioni sulla materia, “sulla quale c’è ancora molta non conoscenza – ha aggiunto Costalli –. Oggi esistono tecniche modernissime che danno garanzie eccezionali: noi abbiamo deciso di promuovere una serie di iniziative in Italia proprio per dare tali informazioni. Il trapianto è l’unica risposta per tante persone che sono in lista di attesa”. Secondo Gennaro Famiglietti, presidente dell’Istituto di Cultura Meridionale, “questo tema ha ancora bisogno di essere molto pubblicizzato e spinto: mediamente un donatore può salvare fino a otto, nove vite. Tra l’altro c’è una novità che io stesso ho potuto verificare di persona: andando a rinnovare di recente la carta d’identità, mi è stato chiesto se fossi disponibile a donare gli organi. Credo che sia un fatto importante che può incentivare le persone a fornire il proprio consenso, però è necessario sensibilizzare la cittadinanza sull’argomento”. In Campania “le percentuali di adesione alla donazione, dal 2016 al 2017, sono aumentate del 20% e fino al 30% nei primi mesi del 2018 – ha sottolineato il presidente provinciale di Mcl Napoli, Michele Cutolo –. Ciò significa che c’è una presa di coscienza del diritto alla vita, ma ci deve essere anche una presa di coscienza rispetto alla colpa professionale”. All’incontro, moderato dal giornalista di TV2000 Luigi Ferraiuolo, sono intervenuti l’avvocato civilista Antonio di Rienzo, il procuratore aggiunto di Napoli Giuseppe Lucantonio, il presidente nazionale dell’Ainc Roberto Dante Cogliandro, Carlo Vosa, ordinario di Cardiochirurgia dell’Università Federico II, il medico legale Pietro Tarsitario, Arturo Frojo, consigliere dell’Ordine degli Avvocati di Napoli e Adriano Peris, coordinatore trapianti della Regione Toscana.

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