Donne innovatrici e startup rosa: Italia al quarto posto in Europa

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in foto António Campinos, Presidente dell'EPO

Progressi ancora lenti e persistenti disparità nell’imprenditoria deep tech per le donne in Europa, nelle professioni legate ai brevetti e nei percorsi di carriera post-laurea e di dottorato. Li rileva uno studio dedicato alle donne attive nei settori Stem dell’osservatorio dell‘Ufficio Europeo dei brevetti (EPO) pubblicato in vista della Giornata internazionale della donna. “C’è un evidente vantaggio per l’Europa nel rafforzare la partecipazione delle donne all’innovazione,” ha detto António Campinos, Presidente dell’EPO. “La diversità non è un elemento accessorio, ma il motore della vera innovazione. Questo studio mette in luce gli ostacoli che permangono sul nostro cammino verso il progresso, con l’obbiettivo di consentire all’Europa di sviluppare il suo pieno potenziale innovativo nella ricerca, nei brevetti e nell’imprenditorialità. L’Ufficio Europeo dei brevetti è in prima linea in questa missione. Oggi circa un quarto dei nostri esaminatori è composto da donne e la percentuale è in continuo aumento, grazie a iniziative di reclutamento mirate. Il 31% degli esaminatori assunti lo scorso anno era costituito da donne e la presenza femminile nel nostro programma Young Professionals è rimasta superiore al 50%, garantendo un solido bacino di talenti per il futuro”.

Lo studio mostra che la quota di donne inventrici nelle materie STEM in Italia è aumentata in misura contenuta, si legge, attestandosi al 14,7% nel 2022, (rispetto al 13,8% nel 2017) superando tuttavia la media Europa pari al 13,8%. Sebbene la presenza femminile sia in costante crescita nei team di inventori, le donne risultano meno frequentemente inventrici individuali, a conferma della persistenza di barriere strutturali. Tra i 30 cluster in Europa considerati come principali poli di domande di brevetto presentate da donne, nel periodo 2013-2022, Milano è l’unica città italiana presente, collocandosi al 7° posto in Europa.

ell’ultimo decennio il capoluogo lombardo ha registrato un netto miglioramento (+3 punti percentuali) del tasso di inventrici nelle materie STEM, passato dal 16,1% del 2013-2017 al 19,1% del 2018-2022. Un valore superiore del +4,4% alla media nazionale (14,7%), che colloca Milano come la città con la più forte vocazione all’innovazione femminile. Il divario di genere in Europa è particolarmente evidente nel settore delle startup che depositano brevetti presso l’EPO, dove solo il 10% include almeno una donna tra i fondatori1: a ogni donna fondatrice corrispondono circa nove uomini nello stesso ruolo. L’Italia registra tuttavia risultati migliori rispetto alla media europea, classificandosi al 4° posto in Europa, con il 12,5% di donne fondatrici di startup e richiedenti brevetto europeo, dopo la Spagna (19.2%), il Portogallo (15,7%) e l’Irlanda (14,8%). In generale, prosegue lo studio, in Italia il 17% delle startup fondate da un team comprende almeno una fondatrice donna, di cui il 9,1% è costituito da startup fondate esclusivamente da donne. Nel complesso, in Italia, gli indicatori relativi alle fondatrici restano superiori alla media europea del + 3,2% anche dopo aver tenuto conto della specializzazione del Paese per settori, fasi di crescita e fasce d’età dei fondatori. Ciò riflette il fatto che le donne tendono a brevettare più frequentemente in alcuni settori rispetto ad altri. Più in particolare la percentuale di aziende che includono almeno una donna fondatrice nel team è superiore di circa il 3% rispetto alla media europea. A livello europeo, le startup di più recente costituzione presentano una percentuale più elevata di fondatrici donne (14% per le imprese più giovani a fronte di circa il 5,9% per le aziende con oltre 20 anni di attività), un dato che suggerisce una tendenza verso una maggiore diversificazione. Tuttavia, le imprese co-fondate da donne sembrano incontrare maggiori difficoltà nella fase di espansione: la rappresentanza femminile tende a ridursi nelle fasi più avanzate di finanziamento.