Dossier Immigrazione, aumentano gli stranieri imprenditori: tra i cinesi incidenza superiore al 50%

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Nel 2016 gli immigrati residenti nel Paese, che in media hanno livelli di scolarizzazione e formazione simili a quelli degli italiani, hanno incrementato il proprio accesso al mondo del lavoro e al sistema economico-bancario. Queste le informazioni piu’ rilevanti sull’occupazione dei cittadini stranieri contenute nel “Dossier Statistico Immigrazione 2017”. Per il terzo anno consecutivo e’ aumentato il numero degli occupati stranieri (2.401.00, 42.000 unita’ in piu’ rispetto al 2015), che incidono per il 10,5% su tutti i lavoratori. Le donne sono il 44,8% tra gli occupati stranieri e la loro incidenza risulta in crescita. Tuttavia tra gli immigrati il tasso di disoccupazione rimane piu’ alto rispetto a quello degli italiani, 15,4% contro l’11,2%. Anche la loro retribuzione e’ inferiore del 27,2% rispetto a quella dei lavoratori italiani a parita’ di incarico. La loro collocazione sul mercato del lavoro riguarda posizioni lavorative molto umili e piu’ instabili: un terzo degli addetti lavora nell’ambito delle famiglie e un sesto in agricoltura. Solo il 2% dei lavoratori stranieri svolge professioni qualificate, quindi risultano piu’ frequentemente sovraistruiti rispetto all’attivita’ svolta.
Un aspetto tra i piu’ significativi della dimensione quantitativa del loro apporto e del loro dinamismo e’ costituito dall’impegno imprenditoriale. Tra gli stranieri il 13,4% svolge un lavoroautonomo e tra i cinesi l’incidenza sale al 50,4%. Nel 2016 le imprese a gestione immigrata hanno continuato la loro crescita, mai interrotta neppure negli anni della crisi, in controtendenza con quelle a gestione italiana. Nel complesso le imprese a gestione immigrata sono piu’ di 571.000 e rappresentano il 9,4% del totale su scala nazionale L’imprenditoria femminile a titolarita’ immigrata, in tutto 134.677 attivita’, mostra tassi di crescita piu’ vivaci. Nonostante il positivo andamento in diversi territori metropolitani del Mezzogiorno (Napoli, Reggio Calabria e Palermo), sono le regioni del Centro-Nord che continuano ad evidenziarsi per una presenza imprenditoriale particolarmente numerosa anche tra gli immigrati. Le comunita’ piu’ coinvolte nell’ambito imprenditoriale sono, nell’ordine, Marocco, Cina, Romania e Albania. Si distinguono per la capacita’ organizzativa e tecnologica, oltre che per l’aggancio con i Paesi di origine. Inoltre il 73% degli immigrati adulti residenti in Italia ha aperto un conto in banca o alle Poste e ricorre sempre piu’ a forme creditizie e assicurative. Il bilancio costi/benefici degli immigrati per le casse statali nel 2016 ha un saldo positivo tra +2,1 e + 2,8 miliardi di euro.