DPI: cosa sono, chi li acquista, quando si utilizzano

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I dispositivi di protezione individuale sono tutti quei dispositivi che possono ridurre in modo sensibile il rischio di infortunio e proteggere da danni e incidenti un soggetto nello svolgimento della sua mansione lavorativa. Si considerano DPI tantissimi diversi strumenti, protezioni, indumenti. A partire dalle ormai diffusissime mascherine, FFP2 o chirurgiche, che moltissimi lavoratori oggi indossano per limitare la diffusione di eventuali virus. Per arrivare poi anche a guanti, imbracature, grembiuli protettivi e così via.

Quali sono i DPI da utilizzare
I dispositivi di protezione individuali che ogni singolo lavoratore deve indossare sono indicati dal datori di lavoro. Costui ha l’obbligo di legge di scegliere i dispositivi più adatti, di acquistarli e di fornirli ad ogni dipendente. Chiaramente può farsi aiutare nella scelta da un consulente esperto del settore, in modo da poter fornire ai propri dipendenti una vera protezione contro traumi, incidenti o patologie professionali di vario genere. Il datore di lavoro è tenuto anche a effettuare la corretta manutenzione dei DPI forniti ai propri dipendenti, oltre che a sostituirli quando non offrono la corretta protezione, perché usurati o rovinati dall’utilizzo quotidiano. Non è quindi il dipendente a scegliere quali DPI utilizzare ma è il datore di lavoro che lo deve correttamente istruire a riguardo.

Quali DPI
Non tutti gli indumenti o gli accessori protettivi si possono considerare DPI. In primo luogo non sono considerati dispositivi di protezione individuali gli abiti che il singolo soggetto indossa durante il lavoro, come ad esempio il camice del medico o l’uniforme del vigile del fuoco. I DPI invece proteggono il lavoratore durante la sua attività e devono essere certificati dal produttore o da appositi organismi di controllo. Esiste a tal riguardo un preciso regolamento a livello europeo. Per fare un esempio un’imbracatura di sicurezza anticaduta certificata riporta in etichetta il tipo di utilizzo per cui è stata ideata, la norma di sicurezza che segue ed è utilizzabile in tutta Europa. I DPI oggi esistenti sono molteplici e la norma europea li ha suddivisi in diverse categorie. I DPI di prima categoria offrono una protezione dai danni lievi e che non possono causare effetti irreversibili. Il produttore può apporre la certificazione su questo tipo di dispositivi.
I DPI di seconda categoria proteggono da rischi di media entità; devono essere certificati da un organismo notificato.
Per quanto riguarda invece i DPI di terza categoria permettono di proteggere un lavoratore durante un’attività che potrebbe portare a un danno irreparabile o un incidente grave e permanente. Le vigenti leggi prescrivono che tali dispositivi siano certificati da un organismo notificato.

Addestrare il personale
Il datore di lavoro oltre che scegliere, acquistare e mantenere in perfetto stato i dispositivi di protezione è tenuto anche a prevedere eventuale addestramento. Per quanto riguarda i dispositivi di prima e seconda categoria è solitamente sufficiente indicare al dipendente il corretto modo in cui indossarli. Solitamente si tratta di giubbotti, occhiali, grembiuli protettivi, guanti. Quando invece è necessario utilizzare DPI di terza categoria il personale deve anche essere opportunamente addestrato all’uso corretto di ogni singolo dispositivo. I corsi di formazione in questo ambito devono essere ripetuti ogni 5 anni.