Draghi, cala il sipario. L’occasione sprecata dell’Italia

in foto Mario Draghi

Sarebbe senz’altro interessante per gli italiani e non solo per loro, che le dirette dalle aule dove si decidono le sorti del Paese avvenissero con maggiore frequenza. Mercoledì, in una edizione quasi non stop, i servizi parlamentari della RAI hanno trasmesso le varie fasi della giornata che il Professor Draghi ha dedicato al confronto con il Senato. Essa non è andata come fino in fondo, sia in Italia che in Europa nonché in molti altri paesi, erano stati fatti voti che andasse. La missione del Capo del Governo si è conclusa sul nascere e oggi assistiamo al secondo e ultimo atto, quello alla Camera, della tragedia che si è consumata, peraltro assurda. Ieri si è capito, dopo poche battute del dibattito, che il confronto aveva imboccato una strada senza uscita: traspariva dalle espressioni delle due navigate telecroniste parlamentari una sensazione di disagio non comune. Durante la prima sessione dei lavori, molti improbabili personaggi politici, sia dell’opposizione che di parte della maggioranza, si sono esibiti in performances valutabili con benevolenza più consone a dei bazzarioti arabi che non a sedicenti rappresentanti del popolo. Si è finanche assistito a una lite vera e propria in diretta di due parlamentari appartenenti al gentil sesso.
Chi ha raggiunto una certa età ne avrà viste di tutti i colori, di situazioni di tal fatta, ma quanto è andato in onda in diretta, che è stato visto ovunque vi fosse un televisore acceso, ha confermato che Il Signor Peggio non è ancora arrivato e forti sono i dubbi che mai possa arrivare. Si è spinti a credere che Godot abbia un ramo di parentela a Roma con le sue stesse caratteristiche. Le sensazioni più consone all’accaduto che avrebbero dovuto provare quegli autori del colpo di mano e che invece si sono fatte largo prevalentemente tra molti italiani di ogni ceto sociale e con ogni grado di istruzione, sono la vergogna e il livore per l’occasione sprecata. Oggi Madame La Garde, presidente della BCE, comunicherà l’aumento del tasso dell’euro, il primo dopo un lungo periodo di permanenza dello stesso intorno zero, se non, in determinate situazioni, al di sotto. Probabilmente anticiperà che in autunno tale tendenza sarà confermata. La decisione non arriva come un fulmine a ciel sereno, essendo già nell’aria da tempo. In più è stata preceduta da una decisione analoga ormai di qualche mese fa concretata dal presidente della FED Powell, riguardante il dollaro. Se la misura della BCE desta preoccupazioni in tutti i paesi della EU, in Italia essa risulta ancora piu sgradita per la situazione che si è venuta a creare. Quella stessa che riposizionerà inevitabilmente la considerazione degli interlocutori internazionali del Paese al livello esistente prima che il Professor Draghi formasse il suo governo. Come se non bastasse, finirà per ridimensionare la benevolenza dimostrata fin’ora dalla EU nei confronti dello Stivale, innegabilmente condizionata dalla figura del Primo Ministro Draghi. Ricapitolando, si è verificato in chiave laica quanto, secondo la tradizione, Gesù raccomandò di evitare a Matteo. Questi riportò integralmente nel suo vangelo tale invito all’umanità, precisamente che non avrebbero dovuto affidare le cose sacre ai cani, nè mettere le margherite davanti ai porci. Quegli stessi coltivatori diretti che di buon mattino hanno commentato che questa iattura proprio non ci voleva, sono rimasti per un attimo interdetti quando il barista che stava servendo loro il caffè ha aggiunto, estemporaneamente: “soprattutto con questo caldo”. Ciò che più ha destato consenso tra i presenti è stata la parabola di un vecchio allevatore aderente a quel sodalizio. Ha affermato che, mentre il cavallo rispetta il quantitativo di mangime messo nella mangiatoia e, una volta sazio, lascia ciò che resta nella stessa in attesa di finirlo in seguito, il somaro, nella stessa situazione, lo spreca, non capendo la sua importanza. Mercoledì, a Roma, si è verificato qualcosa che ricorda da vicino il comportamento del secondo degli equini innanzi descritti. Quanto accadrà in questa estate che si arroventerà ancor piu in tutti i sensi, al momento non è nemmeno ipotizzabile. Ciò che si può invece affermare con certezza è che non sarà niente di buono. Una delle vecchie guardie del sodalizio agricolo che stava bevendo il caffè con i colleghi, ha riflettuto e poi si è espresso. Ha così riferito che, allo stato, la situazione italiana è paragonabile all’operazione di spiumaggio di un pollo. Se, a cosa fatta, si tentasse di rimettere al loro posto le penne, presto ci si accorrerebbe che l’operazione è pressochè impossibile. Lo stesso ha continuato spostando la visuale su alcuni personaggi che si sono messi in luce funzionante questo governo. La sua considerazione, tra il meravigliato e il rassegnato, ha fatto anche essa riferimento alle sacre scritture. Si è trattato dell’episodio della pietra scartata che alla fine fece da testata d’angolo a una costruzione. Si riferiva Di Maio, che sarebbe stato folgorato sulla via di Palazzo Chigi e a chi ha preso il suo posto nel M5S, il Professor Conte. Ha concluso che qualcosa viziata fin dalla sua origine, chiunque ne prenda a cuore le sorti, non riuscirà a evolvere, dicendo così che ciò che è stato creato tondo, non potrà mai diventare quadrato. Come dargli torto? Stasera, giovedì, suonerà il fischietto che chiuderà così ufficialmente un’incompiuta che aveva molti requisiti perché l’Italia potesse riscattarsi da anni di fermo in panchina. È doveroso aggiungere che è un vero peccato!