Draghi e Conte, attenti a quei due: inizia la settimana del redde rationem

in foto Giuseppe Conte e Mario Draghi

Per il Paese inizia la settimana del redde rationem da parte del governo al Primo Ministro Draghi e, successivamente, dell’esecutivo nella sua completezza agli italiani e non solo a loro. Nel pomeriggio, ormai ne sono a conoscenza anche i pochi eremiti che ancora resistono in più parti della penisola e delle sua isole, si incontreranno i due Professori, Draghi e Conte e, pur essendo legittimato chiunque a dire: “attenti a quei due”, il contenuto del loro incontro ravvicinato del quarto tipo, contemplante l’ipotesi di reciproco invito a andare a quel paese, esulerà da ogni tipo di formalità. Non sarà quindi qualcosa che potrà ricordare i dialoghi cordiali tra rappresentati del popolo come usava durante la prima Repubblica, nonostante i due luminari siano coinvolti nella compagine di governo, anche se come alleati per convenienza, sará meglio iniziare da subito a definirli “non nemici”. È infatti la loro è una convivenza non facile a essere inquadrata: sono infatti gli stessi lo Spodestato e lo Spodestante del ruolo di Premier alla guida del precedente esecutivo; si aggiunga che, verso il secondo, è in atto un’operazione più che palese volta a farlo ritornare tra i banchi di scuola, più precisamente a insegnare all’ Università.
La strana coppia è andata avanti fin’ora solo per amor di patria (?), contribuendo a far stare in piedi una pesante statua di pietra poggiata su gambe di argilla, quale è l’attuale esecutivo. Sempre rimanendo la spada di Damocle fissa non stop sul collo del Capo del Governo. Si aggiunga lo spauracchio che l’attuale capo dei grillini possa togliere le tende ad horas, cioè ritirare il sostegno al governo e il quadro sarà completo. Qualsiasi motivazione abbia scatenato la necessità di confrontarsi tra i due non nella sede istituzionale, in una seduta del governo, bensì in privato, non depone bene sulla possibile evoluzione della vicenda inciucio. Già, perché a voler essere obiettivi fino in fondo, fintanto che non cominciassero i giochi dei compagnucci della parrocchietta, certamente non in buona fede, di riffa o di raffa l’esecutivo stava andando avanti, tant’è che gli adempimenti scadenziati anche secondo il calendario stabilito dalla EU per la realizzazione del PNRR per la fine di giugno, sono stati effettuati, con il conseguente accredito di 21 miliardi di Euro nelle casse dello stato. Nel diritto romano la vicenda personale di Conte sarebbe stata definita molto sinteticamente: “coactus tamen voluit”. Con l’incontro di lunedì, da parte degli interessati, potrebbe essere produttivo che entrambi metterà in premessa “ogni viltà convien che qui sia tolta” . Non solo perchè in caso di esito infelice quel confronto finirebbe a far spalancare le uscite di Palazzo Chigi su un baratro, prima ancora che economico, di natura sociale. Ma anche perchè a quel punto sarebbe ancor più difficile di qualche settimana fa cercare di raggiungere intese con i partners europei e non solo. E ciò diventa estremamente importante, considerando che, da soli, specialmente di questi tempi, non si va da nessuna parte. È proprio il caso di aggiungere: ” riusciranno quegli eroi (Draghi e Conte) a rinforzare le gambe di creta di quella pesante statua che è il governo? Una risposta giusta potrebbe esserre: “a buona voglia o a forza”. Anche perchè diversamente, agli occhi del mondo, parrebbe brutto, troppo brutto.