Draghi: sull’Euro per ora nessuna stretta

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Un cambio di passo della politica monetaria ora non sarebbe giustificato. Il presidente della Bce Mario Draghi, intervenendo, questa mattina, a Francoforte, alla Conferenza “The ECB and Its Watchers” organizzata dal Center for Financial Studies at Goethe University, è stato estremamente chiaro. E’ vero, ha detto, le prospettive di crescita dell’economia dell’area euro “stanno gradualmente migliorando”, ma anche “siamo fiduciosi sul fatto che la nostra linea stia funzionando”, ragion per cui una stretta monetaria al momento non è ipotizzabile.

Una posizione quella del Governatore dell’Eurotower ben distante dalle ultime decisioni prese oltreoceano dalla Fed che, nell’ultima riunione, come si sa, ha invece deciso il primo rialzo di un quarto di punto dei tassi di riferimento di almeno quattro preannunciati.  
Draghi ha infatti rilevato che prima di modificare qualsiasi componente delle attuali misure espansive, dall’acquisto dei titoli ai tassi di interesse, la Banca centrale debba essere “sufficientemente sicura che l’inflazione converga davvero verso l’obiettivo” del 2% e che “riesca a restare a questi livelli anche con condizioni di politica monetaria meno espansive”.
Dunque, la riduzione del Quantitative Easing richiesto a più riprese negli ultimi tempi dalla Germania ed in particolare dal presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, per ora non ci sarà.

Le parole di Draghi, ovviamente, non hanno lasciato indifferente il mercato dei cambi, soprattutto in relazione alla coppia Eur/Usd, che infatti è ripiegata bruscamente portandosi a quota 1.0628, da cui ha poi ritracciato fino 1.0666, e si muove intorno al pivot point di giornata.

Attenzione, però, perché la volatilità della coppia è tutt’altro che esaurita, considerato che da qui a qualche ora, e precisamente alla 13,30 è prevista la pubblicazione dei verbali dell’ultimo ultimo Consiglio direttivo della Bce.

Si diceva, dunque, delle buone prospettive di crescita dell’area euro.Nel corso del 2017 l’economia della zona euro è prevista in salita ad un ritmo simile a quello registrato alla fine del 2016 (+0,4% nel primo trimestre +0,5% nel secondo +0,4% nel terzo) . 
Le principali determinanti dell’espansione dovrebbero essere il consumo privato, favorito dall’aumento del reddito disponibile e dalle favorevoli condizioni del mercato del lavoro, e gli investimenti guidati dal miglioramento delle aspettative sulle prospettive dell’economia. Anche gli investimenti in costruzioni sono previsti in accelerazione. 
Inoltre, l’atteso miglioramento dell’economia internazionale potrebbe costituire un ulteriore impulso alla crescita.

Scrivono infatti nell’Eurozone Economic Outlook redatto da ISTAT, IFO Institute e INSEE, i tre istituti di statistica (italiano, tedesco e francese): “Negli ultimi mesi le prospettive per l’attività economica sono migliorate nonostante le incertezze politiche e la ripresa dell’inflazione. Il commercio mondiale è risultato più vivace, sostenuto in particolare dalle importazioni cinesi. Nei principali Paesi, le indagini sulle imprese indicano un miglioramento delle prospettive a breve termine. Inoltre la politica fiscale americana è attesa assumere un orientamento positivo”. 
Tuttavia non si devono sottovalutare i rischi. “L’incertezza rimane elevata in particolare per quanto riguarda il futuro delle relazioni tra il Regno Unito, che ha dato inizio alla Brexit, e l’Unione Europea”. Così come da monitorare sono “anche gli esiti delle elezioni politiche in Francia e Germania”. Mentre un ulteriore rischio al ribasso è costituito da un aumento più sostenuto dell’inflazione che comprimerebbe il reddito disponibile delle famiglie e la loro spesa”.

IL CALENDARIO DI OGGI
Giovedì 6 aprile 2017

13:30 EUR Verbali BCE;
14:30 USA Richieste settimanali sussidi disoccupazione.