Durigon: “In pensione a quota 100 permetterà rilancio mercato lavoro”

16

Roma, 29 ott. (Labitalia) – “Già come annunciato da Matteo Salvini qualche mese fa, relativamente a quota 100, stiamo lavorando sull’ipotesi 62-38, un’ipotesi che comunque sia consentirà a circa 350-370mila lavoratori di raggiungere i requisiti per andare in pensione. Così il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon, con Labitalia sull’intervento del governo in materia di pensioni. “Stiamo lavorando a un impianto che prevede comunque alcuni paletti come, ad esempio, il divieto di cumulo della pensione con eventuali redditi” .

Per Durigon si tratta di “un intervento essenziale per rilanciare il mercato del lavoro, che è stato ‘ingessato’ dall’oggi al domani nel 2011 dalla legge Fornero”. Il provvedimento, spiega, potrebbe entrare nella legge di bilancio o addirittura in un decreto legge collegato. L’importante -assicura- è che entri in vigore dal 1° gennaio 2019″.

Per quanto riguarda le risorse, spiega Durigon, “noi abbiamo fatto delle ipotesi e previsioni tecniche”. “Avremo, credo, una spesa minore nel primo anno, e le risorse ‘risparmiate’ verranno spese sempre su quota 100 negli anni successivi. Credo che abbiamo trovato un’armonia di azione che prevede anche negli altri anni una soluzione adeguata a quella che sarà una riforma strutturale”, sottolinea. Quanto all’uscita anticipata dei pubblici dipendenti, spiega Durigon, “stiamo ragionando su un’esigenza importante che ci ha evidenziato il ministro Bongiorno, per evitare che alcuni uffici possano soffrire di carenze eccessive”. Perciò per poter andare in pensione con quota 100 sarà necessario un preavviso di tre mesi, mentre per quanto riguarda le finestre si sta studiando un sistema ‘mobile’ che consentirà di uscire in tutti i periodi dell’anno”.

E sulle pensioni d’oro Durigon ha aggiunto: “il limite dei 90mila euro lordi e il contributo di solidarietà sono ipotesi che sono in campo, ipotesi di cui abbiamo sempre parlato, perché vogliamo che siano effettivamente colpite le persone che hanno un reddito alto: quello dei 90mila euro lordi e dei 4.500 euro netti al mese è un paletto che abbiamo fortemente voluto come Lega”. “Adesso stiamo vedendo -conclude- come rendere questa norma non incostituzionale ed equa, e che ci sia una ripartizione per tutti i soggetti che sono sopra questo livello”.

Sul reddito di cittadinanza “ci sono diverse proposte sul tavolo, e vanno nella direzione che non deve essere un reddito di assistenza e basta, ma che serva a rimettere queste persone nel mercato del lavoro: a fronte di un assegno per situazioni gravi, parliamo di 5 milioni di persone che sono in stato di disagio e povertà, cercheremo di dare risposte sulla formazione e sulla ricollocazione nel mondo del lavoro stesso”.

E sui rischi di truffe Durigon chiarisce: “Noi siamo pronti a certificare chi ruba e anche a mandarlo in galera se serve, ma non possiamo non fare l’intervento” perché c’è questo rischio. Il reddito di cittadinanza, spiega Durigon, “deve servire a reinserire le persone nel mondo del lavoro, sia con i centri per l’impiego che, in questa prima fase, con le agenzie per il lavoro”.

E sul possibile ruolo dell’Inps Durigon sottolinea: “L’Inps ha già avuto grossi ritardi con il Rei negli anni passati. Credo che soffra di un disagio per mancanza del personale e stiamo anche cercando di aiutare l’Istituto accelerando l’assunzione di personale. C’è un concorso in atto, vediamo se riusciremo a dare risposte fin da subito. L’Inps sarà davvero impegnata -conclude- come soggetto attuatore sia sulla riforma pensionistica che sul reddito di cittadinanza, ma credo anche che centri per l’impiego e agenzie per il lavoro devono avere un ruolo fondamentale”.

E con l’arrivo della manovra Durigon ha assicurato che partirà il confronto con i sindacati. “Una volta che la manovra prende corpo faremo -sottolinea- tutti gli incontri specifici, in tutti i settori. Io sono convinto che gli organismi intermedi dei sindacati e delle parti datoriali siano necessari in questo Paese. Sono stati un po’ accantonati dai precedenti governi, ma credo che tutti i soggetti devono in qualche modo sentirsi responsabili e dare le risposte ai cittadini e lavoratori che sono in difficoltà, e anche proporre idee. Credo verranno reinseriti in un dibattito ma senza fare demagogia come alcuni di loro hanno sempre fatto. Siamo disposti a dialogare con un sindacato che sia davvero in una direzione diversa da quella che era il passato”.

“Io mi sono ripromesso che non solo sul settore delle pensioni ma su tutti i settori, anche la sicurezza sul lavoro, avremo un confronto: la volontà di parlare e dialogare c’è -conclude Durigon- ma in modo costruttivo e positivo”.