E la chiamano estate…

Settimana di Ferragosto, quindi calda, anzi rovente.

Quanto sta accadendo in alcune parti del mondo potrebbe essere addebitato appunto alle alte temperature dell’atmosfera. Le stesse che stanno tormentando in maniera particolare la parte occidentale della Terra, senza che, per ora, si riesca a intravedere una soluzione concreta. Si sa però che, da che mondo è mondo, dopo l’estate arriverà l’autunno e poi l’inverno, di incerto c’è solo il quando.

Perché ritorni il senno nelle teste cosiddette pensanti, è bene essere prudenti perché è in dubbio anche il se. Si aggiunga che è più di un’offesa agli italiani e motivo di sarcasmo di chi osserva il Paese dal di fuori dei suoi confini quanto stanno mettendo in atto i componenti del Governo, presidente compreso. Il periodo dell’anno che, per tradizione, autorizzerebbe la popolazione a godersi un periodo di vacanze, più o meno meritate.

Non vale però per tutti. Se in casa ci fosse un congiunto malato, a nessuno dei familiari passerebbe per la testa l’ipotesi di partire lasciandolo in balia degli eventi. Non sta andando così per chi è alla guida del Bel (?) Paese: tutti al mare – o in montagna, la sostanza non cambia – nei patri confini o fuori di essi e, come avrebbe detto Totò, “chi si è visto, si è visto!”

Non è necessario volare con la mente molto indietro nel tempo, a quando le prime comunità dotate di un organo che ne curasse la disciplina si comportassero ben diversamente. Che nei momenti di particolare agitazione degli animi, anche senza Hannibal ante moenia, chi è stato designato ad agire in nome e per conto del Popolo per la Patria, si è implicitamente consacrato a essa. Non è un caso che l’inno di Mameli contenga un’indicazione perentoria, “stringiamoci a coorte”. Solo per memoria, è opportuno ricordare che le coorti romane erano così strette e affiatate che su di esse si poteva realizzare con gli scudi una vera e propria macchina da guerra detta testuggine. Si trattava di una summa di diversi particolari creati in maniera specifica, secondo gli schemi in uso allora. Essa era estremamente difficile da penetrare, assicurando così una buona incolumità e la vittoria a quanti la formavano. In più i legionari, essendo il controllo degli stessi più facilmente effettuabile, erano ancora più diligenti.

Un commento che si può fare senza tema di passare per superficiali: chi ha in mano le sorti di quello che è stato e potrebbe ritornare a esserlo, il Giardino d’Europa e anche il Bel Paese, farebbe bene ad acquisire il più possibile da quelle che sono dette Buone Maniere: costituiscono la metà di quanto occorre per trattare con i connazionali e anche per interloquire con i loro corrispondenti di altri Paesi. Un accenno concreto del voler salire per quel sentiero renderebbe più facile da concretare la possibilità di trascorrere un Ferragosto di riposo, anche senza muoversi da casa.