E la democrazia sta a guardare

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Da quando il papa ha sconfessato Marino, gliene capita una dietro l’altra. Ce li ha tutti contro, soprattutto in casa. Forse la Provvidenza non approva di infierire sui deboli. È vero che il protocollo prevede un grado di inclinazione dell’inchino per le diverse autorità. Però, Tronca con Francesco ha forse esagerato un tantino per eccesso di prudenza. Non si sa mai. Meglio tenerselo buono. Se no, alla prossima conferenza stampa in aereo…. È più temuto dal clero che dai miscredenti. Per ora è la Compagnia di Gesù a proteggerlo. Si inimicherà anche loro? Per i filosofi c’è la cicuta. In paradiso si usa il caffè. Benedetto XVI, che, infatti, ama la vita, si è ritirato. Tanto, santo non lo avrebbero fatto. Da quando ha pugnalato Marino, anche la sinistra vincente si spacca. È più leader da ex che in carica. È capace di andare in ballottaggio col grillino. Destra e sinistra non pervenuti. Sono fuori tempo massimo. Disperso il centro. Oggi c’è da una parte il cittadino, dall’altra il potere. Vediamo per chi voteranno i romani. Per essere candidati bisogna leccare le scarpe e tutto il resto. È la corsa dei brocchi. I purosangue sono squalificati. Qualcosa sulla coscienza ce l’hanno tutti. La Macchina del Fango è in pole position. Obiettivo, chi non si genuflette. Chi è senza peccati scagli il primo scontrino.

Mena pure, tanto io non sono Pasquale

Uno dei mostri del Circeo si dichiarò prigioniero politico. Lo stesso accadrà al processo per Mafia capitale. Persino i criminali ricusano il proprio giudice. Tutto ormai in Italia è di destra o di sinistra. Anche il centro. Ognuno viene difeso dalla parte politica in cui dice di militare. Perché la corruzione va protetta. C’è qualcosa che non va in questo paese. Non è l’economia da curare, ma le coscienze. La crisi è conseguenza del malcostume. Trenta coltellate non bastano a definire crudele un assassino. A chi riduce una ragazza di vent’anni allo stato vegetale – peggio che averla uccisa – si diminuisce la pena. Le nuove leggi fiscali incentivano l’evasione. Davvero possiamo ripartire così? Ci prendono in giro o fingiamo di non capire? Distribuire 80 euro al mese a taluni vuol dire abbassare le tasse. E gli altri? Anche togliere l’IMU sulla prima casa. E gli inquilini? Siamo diventati afoni. Nessuno protesta, temendo che il prossimo sarà ancora peggio. Come negli Almanacchi di Leopardi. Il pessimo anno che sta andando è certamente migliore del prossimo. Neppure un commento per la soppressione del senato e l’indebolimento della democrazia. Né una critica per la legge che ci priva di scegliere i propri rappresentanti in parlamento. Li decide qualcuno che è più in gamba di tutti. Le sentenze della Consulta non contano. Chi dovrebbe difenderle si gira dall’altra parte. Per essere lasciati i pace e poter sopravvivere i sindacati si sono dovuti eclissare. Siamo nella terza o ancora nella seconda Repubblica? Ce ne sarà una quarta o passeremo direttamente ad altro sistema? Qualsiasi cosa succeda, noi continuiamo ad applaudire perché ci hanno privato anche della dignità.

La politica sempre nelle mani del prestigiatore

Un uomo probo, titola in mattinata il Corriere. Un imprenditore di fama mondiale ribadisce in TV nel pomeriggio “La vita in diretta” di Rai Uno. Troppi inspiegabili esegeti, tutti assieme, nello stesso giorno. Gatta ci cova. Se improvvisamente si parla tanto di Formula Uno, c’è un motivo. Potrebbe essere l’asso nella manica della destra. Dopo il premier, un altro personaggio in gamba. Forse il candidato ideale al Comune di Milano. Da giovane liberale, poi socialista, è il percorso tradizionale per finire tra le braccia del solito burattinaio. Nessun arretrato con la giustizia. Quelli correnti sono di lungo corso. È un ballon d’essai o siamo già in pole position? Con la cultura non si mangia. Ha i requisiti necessari e le carte in regola. Pregi e difetti d’ordinanza. Moralità adeguata ai referenti. Similes cum similibus. Grazie Pisapia. Complice passivo, non replica. Sembra il titolo di una soap opera. Invece è un altro tradimento. Nonostante il successo della sua giunta e il rimpianto della cittadinanza. Non è da politico né da milanese. Neppure un assessore né un consigliere corrotti. Non sembra vero. Ma non è disponibile. Come mai? Eppure non è ricattabile. Auspica un successore arancione, colore derivato dal rosso annacquato. Ne arriva, invece, uno a scacchi. Come la bandiera dello starter. Finalmente un bilionario in politica. Non avrà bisogno di rubare. Speriamo non faccia di peggio.

Attenti ai borseggiatori!

Se l’Italia è davvero ripartita, come mai si cerca di scippare i pensionati dei diritti acquisiti? Attenzione! Questi sono borseggiatori esperti. Non c’è difesa. Siamo assediati dalla criminalità. Oltre ai delinquenti che approfittano degli anziani, adesso c’è chi vuole derubarli per riparare i conti dello stato. Così, si istiga alla violenza. Ci vorrebbero i politici. Peccato che furono estromessi nel secolo scorso. È inutile ascoltare le stesse bugie da giornalisti compiacenti che non contestano né osano fare domande imbarazzanti. I risultati sono catastrofici. E, noi pavidi, glielo consentiamo. Non può sorprenderci, poi, la crudeltà dei delinquenti che prendono di mira gli anziani. Allo stesso modo agisce lo stato. Il sangue non si vede, ma scorre lo stesso, come pure la miseria. È più facile con i pensionati che sono più deboli e aumentano continuamente. Da troppi anni in Italia si mette al mondo un solo figlio. E, chi ci riesce, non prima di 40 anni. Qualcuno ha mai proposto una politica della famiglia, che è il motore del paese? C’è mai stato un incentivo alla procreazione, se non come spot elettorale? Il danno che gli intrusi stanno procurando all’Italia è molto più grave dei benefici che credono di trarne. Non sanno che si ritorcerà, poi, sui loro figli. Col petrolio quasi gratis, l’Europa si è ripresa. Noi, no. Quello zero virgola di PIL in aumento che sbandieriamo, non è merito nostro. E’ grazie alla congiuntura internazionale cui la nostra economia è aggregata. Dopo avere ridotto le pensioni, a quale espediente si ricorrerà, inutilmente?

Accidenti al peggio

Mi chiedo in quale discarica il Vaticano peschi i suoi collaboratori. Ma anche la presidenza del Consiglio e Palazzo Vecchio. C’è, infatti, un triangolo di congiure poco chiare e di malaffare tra la Santa Sede, Palazzo Chigi e il Comune di Firenze, che fa impallidire Mafia capitale. Perché quelli sono delinquenti e svolgono le loro normali funzioni. Le istituzioni, invece, dovrebbero essere virtuose e selettive. Perché tanta gente senza qualifica né referenze e neppure moralità, viene nominata al parlamento e finisce, pure, al governo? Qual è l’interesse di accreditare la mediocrità, ché è già una pericolosa forma di corruzione, in incarichi delicati? Prelati discussi o ricattabili, funzionari dalla dubbia provenienza, talvolta anche persone fisicamente equivoche insozzano questo triangolo di incomprensibili complicità. Sbuca dal buio una sconosciuta, che pochi accoglierebbero in casa, e diventa consulente, consigliere, gestore di situazioni in cui le persone probe non riescono neppure ad avvicinarsi. Ci sono regole e controlli severi. I furfanti, invece, riescono facilmente a superarli. Come si introducono? Chi li garantisce? C’è un progetto di dissoluzione o è solo mediocrità e idiozia? È l’inevitabile conseguenza dell’invasione di campo degli intrusi nella politica. Ignoranza e incompetenza sono le migliori alleate della criminalità. Non è il codice penale, ma quello stradale a denunciare le situazioni anomale a Roma. Una Panda parcheggiata male o un falso permesso ZTL per disabili. A questo punto, rubare è proprio poca cosa. I ladri fanno meno danni.

Ma il PIL è in ripresa

Che i criminali uccidano è normale, anche se crudele. Basterebbe rubare. Siamo imbattibili nell’alimentare corruzione e delinquenza. Lo stato non intervenire. I cittadini saranno costretti ad armarsi e farsi giustizia da sé. È un mero risultato qualche disoccupato in meno. Chissà, poi, se è vero. Meglio qualche vita in più. C’è chi alza muri davanti ai migranti. Noi, invece, apriamo le porte alla feccia d’Europa. Quando li acciuffiamo non sappiamo neppure espellerli. Ce li troviamo sempre tra i piedi. Per traferire un pericoloso ergastolano in ospedale – chissà se ne avesse davvero bisogno – lo accompagna una scorta inadeguata che si fa disarmare. Sembra una comica. Invece, il personale penitenziario è insufficiente. Perché? L’Italia non è uscita dalla crisi? Purtroppo, non ci sappiamo governare. Ancora più allarmante è che le figlie uccidano i genitori. Ma nessuno reagisce. Sembrano episodi normali. Forse la società non ne è complice, ma è certamente correa. C’è troppa violenza. Spesso è tollerata proprio per oscurare i veri problemi esistenziali e di convivenza. Dovremmo trascurare per un po’ l’economia – tanto ormai va a gonfie vele, no? – e occuparci della sicurezza dei cittadini. Un tempo, se i genitori si opponevano alla frequentazione di un giovane, i ragazzi scappavano da casa. Se la madre impediva, a ragione, di usare continuamente il cellulare o internet, la figlia, per protesta, si rifugiava da un’amica. Adesso si uccide. Perché? Che cosa sta succedendo? E noi, come sempre, stiamo a guardare. Come se fossimo semplici spettatori disinteressati.