La stagione in corso sta lasciando tracce che difficilmente passeranno inosservate e difficili da dimenticare. Certo è che già ora la stessa è entrata nel Guinness dei primati per le alte a anche più temperature riscontrate dai metereologi durante lo scorso mese di giugno: finora non era stato registrato mai niente di simile. Ben diversamente sta accadendo in molte altre vicende che interessano il genere umano.
Le guerre non hanno alcuna necessità di essere messe in evidenza formalmente, anche perché risulterebbe difficile riportare la sequenza delle stesse con l’esattezza cronologica dovuta. È difficile ordinare le notizie in merito, tanto sono rapidi i loro cambiamenti. Non accade la stessa cosa a quella che si potrebbe definire ordinaria amministrazione. Nello specifico sembra opportuno soffermarsi sulle vicende socioeconomiche che tengono in tempo sospeso le varie comunità che popolano il pianeta. Limitandosi al caso Europa e in particolare all’ Italia, è credibile, considerati i precedenti, che il terrore di una parte dei lavoratori alla vigilia delle chiusura per ferie, sia uno: quello di trovare, al ritorno, un altro cartello, su cui invece della espressione “per ferie”, è scritto “per cessata attività”. Notizie provenienti da altri paesi della UE, riferiscono di diverse iniziative datoriali orientate in tal senso. Basti per tutte un solo esempio, il maxi esodo ormai prossimo all’avvio deciso dalla dirigenza della casa automobilistica tedesca Volkswagen. Nel Paese è tanta la frutta matura pronta a cadere dall’albero appena un evento, anche non macroscopico, scuota l’aria, solo all’apparenza tranquilla. La classe politica, sarà per il caldo torrido, sarà per calcolo, ora più che mai dà la precisa idea di aver perso la bussola e quindi di navigare a vista, in acque interne ai confini territoriali, e anche in diverse altre all’ esterno degli stessi. Li incrociano anche gli omologhi stranieri. La macchia va allargandosi e così i debiti, soprattutto quelli pubblici. Ne consegue che quello che si può definire debito globale, ovvero la somma degli stessi a livello pianeta, è prossima a equiparare il PIL aggregato dello stesso. Sta accadendo così che, dopo quella che ha avuto come protagonista il Covid, altre pandemie sono in crescita, se non proprio esponenziale, quasi. Le più importanti sono quelle economiche e, naturalmente, i loro risvolti in termini finanziari. Si può così affermare, anche se a colpi d’ascia, che mentre il tasso di indebitamento globale, sia pubblico che privato, cresce in percentuali costituite da numeri interi, quello della produzione del sistema mondo aumenta, se riesce, in ragione di decimali di punto. Si potrebbe aggiungere molto altro, ma oggi è domenica, quindi: tutti al mare con l’augurio di buone vacanze.





































