E’ morto al Cairo il regista Franco Dragone. Di origini irpine, era stato direttore del Napoli Teatro Festival

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in foto Franco Dragone

Il mondo del teatro in lutto per la morte improvvisa del regista belga di origini irpine Franco Dragone, stroncato da un infarto al Cairo, dove si trovava per l’allestimento di uno dei suoi lavori teatrali.  Tra i primi a dare la notizia il Mattino di Napoli sul cui sito si legge: “Dragone era nato a Cairano, in provincia di Avellino, nel 1952, ed era tra i più grandi registi teatrali viventi. All’età di 7 anni si trasferì in Belgio, a La Louvière in Vallonia, assieme alla famiglia. È stato il fondatore e direttore artistico della compagnia Dragone, con sede in Belgio, capace di conciliare l’alta spettacolarità con il rigore della ricerca artistica. Era stato insignito di tre Obie Award e di un Los Angeles Critics’ Award, oltre ad aver ricevuto la laurea honoris causa dall’Università del Quebec”. Dragone era stato, tra l’altro, direttore del Napoli Teatro Festival, carica dalla quale si dimise nel 2016con una lettera inviata direttamente al presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, a causa di un conflitto col Cda presieduto da Luigi Grispello.
Negli anni Ottanta l’incontro che darà una svolta alla sua carriera teatrale, quello, in Quebec, con “quello che poi sarebbe diventato il Cirque du Soleil, per il quale scrisse, ricorda il Mattino, quasi tutti gli spettacoli dal 1995 al 1998, tra cui i celebri Saltimbanco (1992) e Alegria (1994)”. Di essi, tre continuano tuttora ad essere rappresentati in teatri permanenti: Mystère (dal 1993) e O (dal 1998) a Las Vegas; La Nouba (dal 1998) a Orlando.
Nel 2000 torna a La Louvière dove fonda la casa di produzione che tuttora guida, staccandosi completamente dall’estetica del Cirque du Soleil, verso una propria visione creativa originale. Nel 2003, crea lo spettacolo di Céline Dion A New Day… al Caesars Palace di Las Vegas, dove l’artista si esibì per duecento sere accompagnata da corpo di ballo ed effetti speciali. Esso era ispirato a O, uno degli ultimi spettacoli che Dragone diresse per il Cirque, ancora rappresentato nella Sin City.Negli ultimi anni Franco Dragone con la sua compagnia ha contribuito a fissare nuovi standard mondiali nel campo dei teatri costruiti per spettacoli permanenti, sia dal punto di vista dei risultati artistici che della sofisticazione architettonica, specializzandosi tra l’altro nello sviluppo creativo del video al servizio del teatro, e nella scenotecnica acquatica.
Nel 2005 Dragone crea Le Reve a Las Vegas (2005), commissionato dal magnate dell’industria alberghiera Steve Wynn. Lo spettacolo è rappresentato in contemporanea agli altri due che il regista ha già creato per il Cirque du Soleil, rimodellando il paesaggio stesso e l’estetica di Las Vegas: per il sociologo Chris Jones della Columbia University, quello di Franco Dragone é “uno dei contributi più notevoli alla cultura urbana americana moderna“.
The House of Dancing Waters ha debuttato nel 2010 a Macao. Quest’ultima opera in meno di cinque anni ha attratto 3.200.000 spettatori con duemila repliche.
In seguito a tale successo, il gruppo cinese Dalian Wanda Group, decide di investire su Dragone 1 miliardo e 650 milioni di dollari per la realizzazione di sei spettacoli teatrali permanenti in Cina.
Nel 2014 a Wu Han (Cina), per lo spettacolo The Han Show è stato costruito il più sofisticato teatro esistente sul pianeta. Esso include una scena trasformabile in piscina profonda 8 metri e i più grandi video-schermi mobili mai realizzati. Tale teatro nel 2015 ha vinto il Live Design Award come “best theatre in the world”.
Nel 2015 ha debuttato anche The Dai Show nella città di Xishuangbanna (Cina), in un apposito teatro circolare, anch’esso con scena acquatica, dall’architettura avveniristica.
Specialista anche in grandi eventi speciali, Dragone ha curato tra l’altro la cerimonia di apertura e di chiusura dei Mondiali di calcio Brasile 2014.
Nel 2014 ha scritto la prefazione alla raccolta “Cairano. Relazioni Felicitanti”, un’opera ambientata interamente nel suo paese d’origine. L’idea è partita proprio da Dragone come omaggio alla terra irpina. Egli ha invitato alla stesura dei racconti diversi autori fra cui Vincenzo Fiore con il suo Esilio metafisico.