E’ morto Gilberto Benetton

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Treviso, 22 ott. (AdnKronos) – E’ morto a Treviso Gilberto Benetton, fondatore, insieme ai fratelli, del gruppo omonimo. Benetton, nato a Treviso il 19 giugno 1941, era malato da tempo. Unico membro della famiglia nel consiglio d’amministrazione di Atlantia, l’imprenditore a settembre aveva rilasciato una lunga intervista al Corriere della Sera sul crollo di .

“Il disastro di Genova – aveva detto – deve essere per noi come azionisti un monito perenne, anche se terribile e per sempre angoscioso nei nostri cuori, a non abbassare mai la guardia e continuare a spingere il management, che ha la responsabilità della gestione, a fare sempre di più e di meglio, nell’interesse di tutti, e ripeto tutti”. Quanto alla nazionalizzazione delle autostrade e al ritiro delle concessioni, per l’imprenditore “oggi questo è diventato un tema politico e quindi al difuori di ciò di cui mi occupo – aggiungeva Benetton – come gruppo siamo sempre stati attenti e collaborativi con le Istituzioni e le autorità, e continueremo ad esserlo nel rispetto delle proprie posizioni, dei propri doveri e dei propri diritti”.

Dalle pagine del Corsera, l’imprenditore aveva comunque annunciato che la famiglia Benetton non avrebbe lasciato il settore delle infrastrutture. “Siamo investitori di lungo termine e le infrastrutture hanno bisogno di capitale paziente”, spiega l’imprenditore, ricordando che “quando prendemmo Autostrade fatturava 2 miliardi di euro, tutti in Italia”. “Oggi Atlantia, con Abertis – proseguiva – avrà un fatturato di oltre 11 miliardi di euro e con il peso delle attività internazionali pari a oltre il 50 per cento e, facciamo bene attenzione, senza dimenticare mai gli investimenti in Italia, sulle autostrade italiane, pari a oltre 10 miliardi di euro negli ultimi 10 anni: un miliardo l’anno”,

Riguardo Abertis, l’imprenditore la definiva “un’operazione importantissima per Atlantia e per l’Italia, che è stata chiusa e definita e che, guidata dall’amministratore delegato di Atlantia Giovanni Castellucci, proseguirà come è stato pianificato. E’ il frutto della volontà di costruire un campione italiano capace di competere nel mondo, nelle autostrade, negli aeroporti e in altre infrastrutture”.