E’ morto Giuseppe Corona. Geniale ed eclettico intellettuale, voleva salvare il Sud ispirandosi a Nietzsche

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in foto Giuseppe Corona

“Apprendo con grande dispiacere che ci ha lasciato Giuseppe Corona. Se ne è andato. Nell’oblio. Da tempo, anni, non era presente sui social e non scriveva (in passato lo aveva fatto molto, quotidianamente, sul Denaro, e poi con un libro per Guida intitolato “La rotazione di Norfolk e la questione meridionale” che fu per me illuminante)”.  A dare per primo, con queste parole, la notizia della morte di Giuseppe Corona, e a ricordarne la figura solitaria di intellettuale eclettico e originale (per il Denaro ha curato il blog “From the mountains”) è stato, sulla sua pagina Facebook, Mario Colella, notista politico di Radio Shamal (oltre che avvocato).
“A Peppe, il difficile, folle e geniale Peppe – scrive Colella -, devo molto, anche se da anni non avevamo contatti. Il suo percorso, dal ’68 a Potere Operaio, poi nel Psi, infine da spirito libero, oltre sinistra e destra, lettore di Nietzsche e dei greci, fu originale ma, come ho detto, la sua persona e il suo pensiero sono stati ampiamente dimenticati. Anche per una sua dichiarata volontà: si ritirò alcuni anni fa, sfiduciato, nei boschi di Caposele. Ciao, Peppe. Non ti dico a Dio, perché sono certo che anche di là mi, e ci, eviterai, dopo averci tanto cercato qui. Ma mi hai cambiato. Non immagini quanto”.

Così si descriveva lo stesso Giuseppe Corona nella quarta di copertina di “Tra antico e moderno”, il suo ultimo libro dato alle stampe: “A metà, per sangue, tra irpino e napoletano, una lunga vita politica e sindacale, sostanzialmente indipendente, trascorsa ora qui ora li, nei partiti o collateralmente, dal 1989 da solo. Leader, dal 1968 al 1975, del Movimento studentesco e universitario della Federico II, in forma autonoma all’inizio, con Potere Operaio nel ‘70, segretario della Sezione Universitaria del PCI nel 73, nelle elezioni studentesche vince in 15 facoltà su 15. Chiude con il PCI sul salvataggio inutile delle fabbriche, rubava il futuro ai giovani laureati e diplomati, sull’avversione alla disseminazione delle Università sul territorio, in una visione accentratrice di Napoli che ha danneggiato Napoli e il resto del Meridione continentale. Dirigente dal 1978 della CIC (Confederazione italiana coltivatori), poi CIA, ai livelli massimi regionali, la lascia, nel 2008, in rottura su questione rifiuti,  da Presidente regionale e membro nella Giunta  nazionale, massimo organismo nazionale. Fonda nel 1987, con l’on. Carmelo Conte (PSI), Ministro delle aree urbane, un circolo a Napoli. Ha scritto saggi su riviste importanti e moltissimi articoli su quotidiani napoletani e campani, tuttora sul Blog “Il Denaro”. Politico di strada, ha lavorato con studenti e professori universitari, operai e contadini, braccianti e agricoltori, disoccupati, donne senza casa, ha evitato la presenza istituzionale, non credeva e non crede nell’attuale assetto istituzionale e l’attuale pratica politica, pur intrattenendo rapporti con molte personalità che vi albergano. Non ama accusare preferisce proporre e battersi per le proposte. Qualcosa di buono, forse, lo ha fatto! Ha scritto due libri, uno è questo, ne prepara un terzo che chiuderà la programmata pensata, manca poco! Pubblicato il terzo, dirà il suo sì definitivo alla vita donatagli, il resto? Grasso che cola, va bene così!”.

in foto Giuseppe Corona al tempo della sua militanza comunista