E’ morto il famigerato Sonny Barger, il fondatore degli Hells Angels

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Era famigerato per un sacco di cose (alcol, droga, scorribande e affari loschi) ma famoso per aver fondato l’Hells Angels Motorcycle Club, il circolo dei motociclisti dell’angelo infernale: Ralph ‘Sonny’ Barger, uno dei personaggi più controversi dell’America su due ruote ma al tempo stesso personaggio di spicco della controcultura hippie che ha contribuito ad alimentare con la leggenda di una vita irregolare ‘on the road’, è morto nella sua casa di Livermore, in California, all’età di 83 anni, in seguito ad un tumore. L’annuncio della scomparsa è stato dato dalla pagina ufficiale su Facebook di Barger. “Se stai leggendo questo messaggio, saprai che non ci sono più. Ho chiesto che questa nota venga pubblicata subito dopo la mia dipartita – è scritto nel post – Ho vissuto una vita lunga e bella piena di avventure. E ho avuto il privilegio di far parte di un club fantastico. Anche se sono stato un personaggio pubblico per decenni, mi sono divertito soprattutto con i miei fratelli del club, la mia famiglia e gli amici più stretti. Sappiate che sono morto pacificamente dopo una breve battaglia contro il cancro. Ma sappiate anche che alla fine, sono stato circondato da ciò che conta davvero: mia moglie, Zorana, oltre ai miei cari. Tieni la testa alta, resta fedele, resta libero e valorizza sempre l’onore. Sonny”. Figura controversa quanto carismatica del motociclismo americano, Barger ha incarnato il discusso mito degli Hells Angels e la ricerca spasmodica, compulsiva, della libertà, perseguita vivendo la vita al limite e talvolta oltre il limite. Ha trascorso gli ultimi 20 anni anche a scrivere. E’ autore dell’autobiografia “Hell’s Angels” (Baldini, 2003), della raccolta di racconti “Corri fiero, vivi libero – Selvagge storie di bikers” (Baldini, 2004), e dei romanzi “MORTO in 5 battiti” (Baldini, 2005) e “Freedom, leggi e leggende della strada” (Baldini Castoldi Dalai Editore, 2007).

Ralph Hubert Barger Jr, detto Sonny, era nato a Modesto, in California, l’8 ottobre 1938. Il padre era operaio, mentre la madre, Kathryn Carmella, di origini italiane, abbandonò molto presto la famiglia. Fin da giovane si rivelò ribelle, non amando la scuola. A 17 anni non ancora compiuti si arruolò nell’esercito, mentendo sulla sua età; fu scoperto quattordici mesi più tardi e congedato. Lasciato l’esercito, Sonny tentò varie occupazioni, ma con scarsa fortuna, preferendo la compagnia degli amici ribelli come lui, tra continue bevute di alcol e spinelli. Nel 1956 fondò un primo club di motociclisti con il nome di Oakland Panthers. Nel 1957 creò un nuovo gruppo più compatto e coeso di bikers, l’Hell’s Angels Motorcycle Club of Oakland, una vera fratellanza che si basava su regole ferree e un’organizzazione che molti ritengono abbia tratto origine dall’esperienza militare di Barger. In effetti, come nell’esercito, il gruppo aveva una struttura gerarchica definita e i suoi membri erano selezionati sulla scorta della loro fedeltà assoluta, dell’abilità in moto, del loro spirito di sacrificio e devozione al club. Nel 1959 Barger organizzò un meeting di tutti i maggiori gruppi motociclistici indipendenti della California, e propose un’alleanza tra tutte le bande di bikers che non aderivano all’American Motorcycle Association, considerata un’organizzazione borghese e priva dei veri valori di libertà e fratellanza. Ed ebbe l’idea di suggellare tale alleanza con il titolo di Onepercenters.

Durante gli anni sessanta l’Hells Angels Motorcycle Club si fece conoscere al pubblico in molteplici occasioni, suscitando curiosità, ma più di frequente indignazione nell’opinione pubblica del tempo. La gente restava esterrefatta dall’abbigliamento in cuoio e jeans sdruciti dei bikers, dai tatuaggi, dai capelli lunghi e la barba incolta nonché dall’ostentazione, da parte di alcuni, di simboli nazifascisti. Nel 1965, durante una manifestazione di pacifisti contrari alla guerra del Vietnam, gli Hells Angels caricarono il corteo in segno di solidarietà verso i militari americani che combattevano e morivano a migliaia di chilometri da casa. Fu in quell’occasione Barger scrisse una lettera alla Casa Bianca offrendosi volontario, assieme ad altri Hells Angels, per andare a combattere in Vietnam in rinforzo all’esercito regolare. Nel dicembre del 1969, quattro mesi dopo Woodstock, gli Hells Angels furono incaricati del servizio d’ordine del concerto dei Rolling Stones all’Altamont Raceway Park. E non fu un successo. Barger ha raccontato che la lunga attesa sul palco degli Stones aveva reso la folla impaziente e pericolosa. A chiudere l’evento, un diciottenne di colore, di nome Meredith Hunter, si fece largo fra il pubblico con una pistola in mano, forse esplodendo un colpo: fu immediatamente respinto dal palco e, nella ressa, accoltellato da uno degli Hells Angels, Alan Passaro, che poi fu condannato per omicidio e finì in prigione dove, più tardi, morì. Trent’anni dopo il suo arresto, gli fu riconosciuta la legittima difesa. In quegli anni l’eco mediatica delle gesta degli Hells Angels fece si che alcuni film li vedessero protagonisti: “Angeli dell’Inferno sulle ruote” (1967), con un giovanissimo Jack Nicholson protagonista e lo stesso Sonny Barger, comparsa e stuntman, e il cult-movie “Hells Angels” (1969), dove sempre Barger recitava assieme a altri Angels di Oakland, come Terry The Tramp, Charlie Magoo, Skip Workman, Fu Griffin.

La vita del motociclista infernale è stata segnata anche da molti guai giudiziari e condanne. Nel 1972 venne incriminato per il presunto omicidio di Severo Agero, un cittadino cubano trovato MORTO: per questo fu condannato a oltre trent’anni di reclusione. Con l’aiuto della sua seconda moglie Sharon (la prima, Elsie, era morta nel 1965 a seguito di un aborto clandestino), Barger fu scarcerato nel 1977, scagionato dalla condanna più grave. Nel 1979, a seguito del Racketeer Influenced and Corrupt Organizations – Rico Act del 1979, diverse abitazioni degli Hells Angels di Oakland e San Francisco furono perquisite dall’FBI e Barger, insieme a alcuni motociclisti del suo club furono arrestati. Secondo il Rico, infatti, qualsiasi membro di un’associazione che avesse avuto contatti con persone colpevoli dei reati previsti era a sua volta imputabile del reato di associazione a delinquere. A seguito di tale episodio gli Hells Angels rischiarono di scomparire per sempre. Ma dopo molti mesi di battaglie legali, le accuse a Barger non riuscirono ad essere provate oltre ragionevole dubbio. Nel 1982 Barger si ammalò di tumore alla laringe, che gli dovette essere asportata. Rischiò di perdere la voce e di non poter più guidare una moto. Ma riuscì a ristabilirsi, solo per difendersi da una nuova imputazione di reato per traffico di esplosivi. Barger ha sostenuto che l’accusa fu il frutto di una congiura ai suoi danni, architettata da un infiltrato dell’Fbi all’interno del club, tale Anthony Tait, che, a causa di un regolamento di conti personale con un membro degli Outlaws Motor Club, cercò in ogni modo di far scatenare una guerra tra le due fazioni, coinvolgendo Barger nel tentativo di far esplodere la sede degli Outlaws a Chicago. Dal 1987 al 1992 restò in carcere. Dopo aver affrontato il divorzio dalla sua seconda moglie, Sharon Marie Gruelke, vittima della tossicodipendenza, Barger si trasferì con la terza moglie in Arizona e dal 2001 aveva intrapreso la carriera di scrittore e naturalmente guidando la moto, fin quasi all’ultimo istante della sua vita.