E’ morto Luciano De Crescenzo

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Roma, 18 lug. (AdnKronos) – È morto oggi pomeriggio a Roma Luciano De Crescenzo. Scrittore, regista, attore e autore, De Crescenzo è stato un’artista decisamente poliedrico e molto legato alle sue origini napoletane. Nato il 20 agosto 1928 nel borgo di Santa Lucia, aveva legato i suoi primi successi alla divulgazione ironica della filosofia: fu autore di bestseller tradotti in decine di lingue. Successivamente si era affermato come regista, attore e conduttore televisivo.

Lo scrittore napoletano era ricoverato al Policlinico universitario Gemelli Irccs per le conseguenze di una grave malattia, riferisce una nota dell’ospedale romano: “Era ricoverato da circa due settimane presso l’unità operativa complessa di pneumologia del Gemelli, diretta dal professor Luca Richeldi. Accanto a lui i familiari e gli amici più cari che lo hanno accompagnato anche null’ultima fase della sua malattia”, si legge.

“Con la scomparsa di Luciano De Crescenzo perdiamo tutti un grande amico. Era un maestro per tutte le cose belle che c’ha fatto conoscere. È una gravissima perdita per la cultura italiana e per la città di Napoli di cui era un esponente fiero ed orgoglioso”, ha commentato Renzo Arbore che, all’Adnkronos, ha detto: Ho tanti, tantissimi ricordi con lui. Abbiamo avuto un’amicizia che non si è mai incrinata nemmeno per un attimo”. “Abbiamo fatto insieme film, zingarate, trasmissioni tv e passato tanto tempo insieme. Quando lui scriveva i suoi libri, spesso io li presentavo. E in tanti anni non abbiamo mai avuto nemmeno una discussione, come due persone che si vogliono molto bene. Luciano era persona buonissima, non l’ho mai sentito parlare male di qualcuno, nemmeno quando un critico bocciava una sua opera”, ha sottolineato Arbore. “Gli unici litigi li faceva con i computer, con cui lui aveva a che fare, da ingegnere informativo, quando ancora noi non sapevamo nemmeno cosa erano”, l’artista. “Tra le altre cose che ho imparato di lui, forse la più importante è l’umorismo napoletano raffinato, di cui era maestro. Da signore quale era. Con Marisa Laurito e altri amici stiamo pensando al modo migliore per salutarlo. Credo che lo ricorderemo domani in Campidoglio e dopodomani lo accompagneremo a Napoli, doveva voleva essere riportato assolutamente”, ha concluso.

Laureatosi in ingegneria, De Crescenzo ha lavorato per vent’anni alla IBM Italia, raggiungendo il livello di dirigente presso la sede di Roma, che ha lasciato nel 1978. L’anno prima, nel 1977 pubblicò il suo primo libro, ”Così parlò Bellavista’ (Mondadori). Malgrado il buon successo editoriale (20mila copie nel primo anno) però non ebbe il coraggio di abbandonare il posto fisso, e solo una fortunata partecipazione a ‘Bontà loro’ (il primo talk-show di Maurizio Costanzo, all’epoca in onda sul primo canale della Rai) lo convinse a rinunciare allo stipendio sicuro per intraprendere la carriera di narratore. In pratica fu il primo scrittore per il quale Costanzo mostrò la copertina alle telecamere. Fu anche grazie a questa ‘ospitata’ che il suo libro superò in pochi mesi le 600mila copie.

Dal 1977 al 1999, lo scrittore napoletano pubblicò 23 libri (tutti editi da Mondadori) vendendo un totale di oltre 18 milioni di copie nel mondo, di cui più di 6 milioni in Italia. E’ stato tradotto in diciannove lingue e diffuso in 25 Paesi. Nello stesso periodo ha fatto quattro film come regista, sette come sceneggiatore, otto come attore. Ha presentato cinque programmi televisivi. Ha collaborato a varie testate giornalistiche. E nel 1994 gli è stata conferita la cittadinanza onoraria di Atene, come riconoscimento per la sua opera di divulgazione in favore della cultura greca antica: la maggior parte dei suoi libri è imperniata infatti sulla filosofia di Socrate e Platone e sui miti di Troia.

Tra i romanzi più noti di De Crescenzo ci sono ‘Zio Cardellino’ (1981), ‘Storia della filosofia greca’ (1983-86), ‘Oi dialogoi’ (racconti, 1985), ‘Elena, Elena, amore mio’ (1991), ‘Croce e delizia’ (1993). Ci sono poi alcuni fortunati saggi narrativi (‘Socrate’, ‘Il dubbio’, ‘Nessuno’, ‘Il tempo e la felicità’). ‘Le donne sono diverse’ risale al 1999.

Per la sua attività di narratore ha vinto numerosi premi, tra i quali lo Scanno, il Bancarella e il Fregene. Come regista ha diretto, tra gli altri film, ‘Così parlò Bellavista’ (1984) e il seguito, ‘Il mistero di Bellavista’ (1985). Come sceneggiatore ha lavorato anche a due film di Renzo Arbore, ‘Il Pap’Occhio’ (1980) e ‘F.F.S.S.’ (1983), che alla loro uscita suscitarono non poche polemiche.