E’ morto Marchionne, l’uomo che cambiò la Fiat

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Torino, 25 lug. – (AdnKronos) – E’ morto nell’ospedale di Zurigo dove era ricoverato dal 28 giugno scorso l’ex ad della Fiat . Sessantasei anni compiuti a giugno, Marchionne era stato ricoverato per sottoporsi a un intervento alla spalla destra. Le voci di un aggravamento delle condizioni del manager si erano diffuse la scorsa settimana, poi sabato la convocazione urgente dei cda di Fca, Cnh Industrial e Ferrari che lo avevano sostituito nei ruoli di vertice.

“E’ accaduto, purtroppo, quello che temevamo.”. Così il presidente di Fca, John Elkann, ha annunciato la scomparsa di Marchionne. “Penso che il miglior modo per onorare la sua memoria sia far tesoro dell’esempio che ci ha lasciato, coltivare quei valori di umanità, responsabilità e apertura mentale di cui è sempre stato il più convinto promotore – ha aggiunto Elkann – Io e la mia famiglia gli saremo per sempre riconoscenti per quello che ha fatto e siamo vicini a Manuela e ai figli Alessio e Tyler”. Il presidente di Fca ha rinnovato l’invito a “rispettare la privacy della famiglia di Sergio”.

ARRESTO CARDIACO – A stroncare la vita di Marchionne sarebbe stato un , il secondo in pochi giorni. A quanto si apprende, durante la fase di recupero dall’intervento alla spalla, si sarebbero, infatti, manifestate improvvise quanto imprevedibili complicazioni post operatorie che hanno provocato il primo arresto. Di qui il trasferimento del manager in terapia intensiva per essere sottoposto a un costante monitoraggio. E, mentre ancora si trovava in terapia intensiva, sempre a quanto si apprende, sarebbe sopraggiunto un secondo arresto cardiaco, fatale. Non, quindi l’evoluzione negativa di un male incurabile come si era ipotizzato quando si era diffusa la notizia di un improvviso aggravarsi delle sue condizioni di salute.

Appresa la notizia della sua morte, sulla palazzina Fca del Lingotto le tre bandiere bianche con il logo del gruppo in azzurro sono state abbassate a mezz’asta.

Il nuovo ad di Fca Mike Manley ha chiesto un minuto di silenzio in apertura della conference call per la . Manley ha parlato di “una giornata triste e difficile” per una notizia che “mi ha spezzato il cuore. Non c’è dubbio che Sergio fosse uomo speciale che ci mancherà”.

L’ultimo saluto a Marchionne sarà in forma strettamente privata. Il manager verrà ricordato dalle aziende del gruppo a settembre in due distinti momenti, con due cerimonie, una a Torino e una ad Auburn Hills.

ISTITUZIONI E MONDO POLITICO – “Marchionne ha scritto una pagina importante nella storia dell’industria italiana, non ha mai rinunciato a battersi per le proprie strategie, ad affrontare difficoltà e conflitti, a superare incomprensioni” sottolinea il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “La notizia della scomparsa di Sergio Marchionne, purtroppo non più inattesa, ci addolora – afferma il capo dello Stato – e lascia un vuoto in tutti coloro che ne hanno conosciuto e apprezzato le qualità umane, intellettuali, professionali. Desidero in questo momento anzitutto esprimere il mio sentimento di vicinanza ai suoi familiari, e a quanti erano a lui più legati nella vita e nel lavoro”. “Nella sua responsabilità di leader della Fiat ha attraversato anni di trasformazioni assai profonde e radicali dei mercati, dei sistemi di produzione, delle strategie finanziarie, delle relazioni sindacali. Ha assicurato continuità e rilancio fino a costruire una nuova aggregazione, a dar vita a una nuova più grande realtà per sostenere la competizione” prosegue Mattarella. “La sua visione ha sempre provato a guardare oltre l’orizzonte e immaginare come l’innovazione e la qualità potessero dare maggiore forza nel percorso futuro. Marchionne – conclude il presidente della Repubblica – ha saputo testimoniare con la sua guida tutto questo, mostrando al mondo le capacità e la creatività delle realtà manifatturiere del nostro Paese”.

In aula la presidente del Senato, Elisabetta Alberti Casellati, ha invitato i colleghi senatori a osservare un minuto di raccoglimento. “Il mio auspicio – ha detto – è che i frutti delle sue scelte e delle sue intuizioni non vengano dispersi ma possano continuare a vivere per il bene di Fca, dei lavoratori italiani e di tutto il Paese. Ai parenti e alla famiglia Agnelli-Elkann desidero esprimere i sensi del mio profondo cordoglio per la perdita di un professionista illuminato, un caro amico e un padre straordinario”.

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha espresso il cordoglio suo e di tutto il governo per la scomparsa di Marchionne. “Le mie sentite condoglianze alla sua famiglia e a tutti i suoi cari” si legge in una nota.

“Onore a un uomo che ha fatto tanto e avrebbe potuto fare ancora molto – le parole del vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini – Un pensiero ai familiari di Sergio Marchionne e un augurio a chi ha l’onore e l’onere di prendere il suo posto”.

“Siamo vicini ai familiari di Sergio Marchionne ai quali va il nostro abbraccio più sincero – affermano in una nota congiunta i capigruppo M5S di Camera e Senato, Francesco D’Uva e Stefano Patuanelli – Rispetto per il ruolo che Marchionne ha avuto in questi anni di indubbio protagonismo sulla scena economica internazionale”.

“#Marchionne Grazie per il lavoro, la fatica, i risultati. E per l’orgoglio italiano portato nel mondo” scrive su Twitter l’ex premier Paolo Gentiloni. “Disgusto per chi ancora oggi ha insultato sui social un uomo che stava morendo – il tweet di Matteo Renzi – Un abbraccio affettuoso alla famiglia di Sergio #Marchionne. La terra gli sia lieve”. Con Marchionne “l’Italia perde non soltanto il più brillante dei suoi manager, ma una delle figure simbolo del nostro Paese – si legge in una nota di Silvio Berlusconi – Ha rappresentato l’Italia migliore: quella operosa e concreta, seria e preparata, dotata di visione e capace di guardare al futuro”. “Dissi una volta, senza avvertirlo prima – e non me ne sono mai pentito – che mi sarebbe piaciuto vederlo alla guida del nostro Paese – aggiunge il leader di Forza Italia – Lo penso ancora: le caratteristiche di una persona straordinaria come Marchionne, la competenza, la preparazione, la capacità dimostrata di ottenere risultati importanti, sarebbero state preziose – se fosse stato disponibile – per ridare dignità alla politica”.

PARTI SOCIALI – Cordoglio anche da Confindustria e dai sindacati. “Uomo di rottura e di innovazioni con la chiara idea che è la visione che determina la realtà. Quella che ha saputo realizzare in Fca misurandosi con sfide complesse e portando il gruppo a diventare un leader globale” scrive viale dell’Astronomia in una nota. Il Consiglio generale convocato per domani osserverà un minuto di silenzio.

“L’amministratore di Fca ha salvato il gruppo dal fallimento con scelte illuminate e una straordinaria capacità di innovazione industriale” dice la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, sottolineando che “tutti dovrebbero essergli riconoscenti per aver risollevato il settore auto in Italia”.

Marchionne, “entrerà nella storia come l’uomo che ha salvato la Fiat – afferma il leader Uil, Carmelo Barbagallo – La Uil ha partecipato alla realizzazione di questo obiettivo: vorremmo che si onorasse la sua memoria dando continuità produttiva e occupazionale, in Italia e nel mondo, a questo disegno di sviluppo”.

In una nota “la segreteria della Cgil esprime alla famiglia e alla compagna di Sergio Marchionne il suo cordoglio e quello di tutta la Confederazione”. “Sergio Marchionne, cui è sempre andata la stima della Cgil, ha l’indubbio merito di aver salvato un’azienda morente. Uomo di grande intelligenza e capacità manageriale – prosegue la Cgil – è stato in grado di non soffermarsi ai problemi di breve periodo, ma di guardare oltre, rivitalizzando e rilanciando un’impresa in grande difficoltà, portando il suo core business nel cuore del mercato automobilistico più importante, facendola diventare uno dei grandi player globali del settore”. “Duro negoziatore, bravo organizzatore, non ha però saputo né voluto indirizzare l’azienda che guidava al dialogo e alla collaborazione con una parte importante dei lavoratori italiani – aggiunge la Cgil – Una scelta, sanzionata dalla Corte Costituzionale, costata conflitto, arretramenti, incomprensioni, che si sono riverberati, oltre che nelle relazioni sindacali, nella società e negli sviluppi industriali. L’aver praticato la divisione sindacale e aver abbandonato la contrattazione nazionale, infatti, sono state opzioni non imposte dalla contingenza industriale, finanziaria o economica”.

“Un uomo con cui in questi anni ci siamo aspramente confrontati – dichiara in una nota Francesca Re David, segretaria generale Fiom-Cgil – e che ha rappresentato un modello di relazioni sindacali, che è stato all’origine di un profondo conflitto con la Fiom. Marchionne è stato un avversario di cui riconosciamo il valore. Alla famiglia vanno le condoglianze della nostra organizzazione”.