E’ morto Robert Indiana, padre della scultura pop ‘Love’

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Washington, 22 mag. – (AdnKronos) – L’artista statunitense Robert Indiana, maestro della Pop Art la cui audace interpretazione della parola ‘Love’ è diventata una delle più riconoscibili del XX secolo abbellendo centinaia di dipinti e sculture e circa 330 milioni di francobolli nel mondo, è morto nella sua casa a Vinalhaven, un’isola al largo della costa del Maine, all’età di 89 anni. Indiana è deceduto sabato scorso per insufficienza respiratoria, come ha precisato il suo avvocato James W. Brannan.

La straordinaria fama di Indiana è è legata alla sua scultura ‘LOVE’, icona inconfondibile della Pop Art, che si può ammirare in importanti luoghi pubblici di tutto il mondo, dalla Seventh Avenue a New York ai giardini del Museum of Art a New Orleans, fino alla piazza principale di Taipei. L’immagine iconica della parola ‘Love’ è scritta a lettere maiuscole disposte in un quadrato con la lettera O inclinata. Questa immagine, creata in origine per una cartolina natalizia per il Museum of Modern Art di New York nel 1964, fu inclusa nel 1973 su un francobollo celebrativo da otto centesimi emesso dal servizio postale degli Stati Uniti, il primo della loro serie regolare di “love stamps”.

Nato a New Castle il 13 settembre 1928 come Robert Clark (il nome d’arte deriva dal suo stato di origine), l’artista è riconosciuto come una delle voci leader della Pop Art, insieme a Andy Warhol, Roy Lichtenstein, Claes Oldenburg, Tom Wesselmann e James Rosenquist.

Robert Indiana, tuttavia, si distingue dai colleghi per la peculiarità della sua arte, con riferimenti alle proprie radici culturali e pittoriche e in cui fonde idea, parola e immagine in forme da lui stesso definite “verbali-visuali”. Il suo pensiero artistico è al tempo stesso visivo e verbale: consapevole del fatto che il linguaggio gioca un ruolo nel processo del pensiero e questo include la sua identificazione con qualcosa di visivo, nelle sue opere l’artista fa emergere le immagini dalle parole e, viceversa, le parole dalle immagini.

L’opera di Indiana spesso consiste di immagini audaci, semplici, iconiche, in particolare numeri e parole brevi come “EAT”, “HUG” e “LOVE” scritte a stampatello maiuscolo. È noto anche per aver dipinto il campo da pallacanestro un tempo usato dai Milwaukee Bucks nel palazzetto dello sport nella città di Milwaukee, lo U.S. Cellular Arena, con una grande forma ad M che occupa le due metà del campo.

Robert Indiana utilizza segni che sono diffusi e universalmente noti, con l’intento di proporre un’arte immediata e d’impatto, che possa essere alla portata di tutti, mescolata però con un profondo significato esistenziale. Ogni opera è infatti pervasa da una vasta gamma di riferimenti autobiografici, culturali, storici.