È proibito (non) aver paura

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E’ proibito non fare le cose per te stesso, avere paura della vita e dei suoi compromessi, non vivere ogni giorno come se fosse il tuo ultimo respiro. E’ proibito sentire la mancanza di qualcuno senza gioire, dimenticare i suoi occhi e le sue risate solo perché le vostre strade hanno smesso di abbracciarsi. Dimenticare il passato e farlo scontare al presente.
Pablo Neruda

di Ugo Righi

Abbiamo tutti paura.
Non si può non aver paura, ma cerchiamo di darle un senso vantaggioso.
Occorre che la paura non si alimenti di paura ma deve essere lucida, funzionale e presidiare una forma di vigilanza difensiva ma anche propositiva.
La paura intelligente ha con se la prudenza, l’anticipazione possibile degli effetti di un comportamento erroneo, consente di poter progettare azioni o evitarle.
Vale per tutti, ma naturalmente di più per chi è alla guida dei sistemi o possiede competenze che possono influenzare i comportamenti.
Lo sappiamo: l’umanità ha sempre avuto paura e ha dovuto conoscere grandi paure fondate su crisi reali della vita (le guerre, i terremoti, la peste, le carestie) o paure generate dalla mente (le streghe, il bau bau, gli iettatori, e così via).
Ma la paura di questi giorni è diversa, perché si forma sulla percezione che le grandi catastrofi, come è questa, siano la risultante di “alleanze” tra cause molteplici, che non siamo in grado di contrastare.
Affermiamo che non sono prevedibili e incomprensibili, ma sappiamo che non è così.
Forse qualche elemento sfugge alla nostra umana possibilità ma dobbiamo smetterla di costruire alibi e ragioni e accettare il fatto che per la maggior parte delle cause noi esseri umani siamo, almeno, corresponsabili di quello che accade.
Se c’è un punto ottimistico di questo dramma penso che sia quello che finalmente avremo priorità diverse, quando torneremo a respirare meglio.
Non vorremo mai tornare a vivere la morte di questi giorni e finalmente tenteremo di prenderci cura della terra.
Quindi accettiamo questa paura, ma, lo ripeto, governandola altrimenti si abbassa la nostra possibilità di fare qualsiasi cosa.
Controllare la paura significa saperla analizzare nelle componenti che la definiscono bloccando gli aspetti distorti e che rischiano di rendere ancora peggiori le cose di quanto lo siano davvero.
Ci sono molti buoni motivi per avere paura, evitiamo di crearcene di nuovi e fantasticati, per esempio non dando retta ai profeti di sventura che si agitano in rete.
Voglio dire che Il rischio è che ad un certo momento siano più le cose che ci spaventino di quelle che sono realmente minacciose.
Questo oltre tutto potrebbe essere dannosissimo perché sposterebbe l’attenzione mentre dobbiamo concentrarci su quello che è davvero minaccioso e quindi finalizzare e focalizzare la nostra paura.
Occorre il coraggio di aver paura.
Lo sappiamo bene: coraggioso non è chi non ha paura ma chi avendola riesce a manifestare un potere personale in grado di aiutarlo a fare quello che serve.