E se le olimpiadi si facessero a Napoli?

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Se nel 2024 toccano davvero all’Italia – l’ultima fu nel 1960 – non è necessario disputarle a Roma. Visto che il nuovo  sindaco non le vuole, si facciano altrove. Non deve poter condizionare, lei, le decisioni dell’intero paese. Tanto più che è vincolata a un controllo del partito, che è incostituzionale, quindi dannoso. Le Olimpiadi sono un evento prestigioso che appartiene a tutti. Nel tempo svilupperebbe il turismo, moltiplicherebbe il commercio con l’estero e produrrebbe investimenti stranieri nel paese. Del resto, in passato si sono svolte a Los Angeles, ad Atlanta, a Barcellona e in atre città che non sono capitali. Non si può rinunciare a un evento che creerebbe 180 mila posti di lavoro, oltre a quelli dell’indotto. Napoli è la città che merita maggiormente di ospitare i giochi olimpici per le bellezze naturali, per il fascino dei suoi dintorni, per la storia che racchiude, per le necessità dei cittadini, ma soprattutto perché sarà un modo per restituire il grosso debito che l’Italia ha con quella città e i suoi abitanti sin dalla nascita dello stato.

 

Non siamo maturi per il doppio turno

Deprimente, in TV e sui quotidiani, l’analisi del voto da parte dell’élite di politica e giornalismo. Crisi del PD, gli italiani vogliono il rinnovamento, successo delle donne. Nessuna riflessione che inquadri il vero problema e magari invogli gli italiani a recarsi alle urne. La legge elettorale falsifica il risultato. Se non si modifica, l’Italia sarà presto governata dai grillini. Infatti, dove il M5S va al ballottaggio è sempre vincente. Non perché sia innovativo o più affidabile. È che ci vota la destra pur di boicottare il successo della sinistra. Qualche anno fa, all’ultima giornata, la Lazio volle perdere in casa con l’Inter per non far vincere lo scudetto alla Roma. Questo è successo ieri, ovunque il PD abbia incontrato il M5S. Sarebbe accaduto il contrario se al ballottaggio con i grillini fosse andata la destra. Accadrà purtroppo anche alle elezioni politiche. L’odio che caratterizza le due vecchie coalizioni è talmente viscerale che la scheda viene usata come un’arma, per non fare vincere i rivali. Con un elettorato così immaturo un solo turno di votazione è più che sufficiente.

 

Mi sono sbagliato e me ne scuso

Avevo erroneamente detto che nessuno avrebbe pianto l’uscita del Regno Unito dall’Europa. Invece, se vincessero gli exit l’Europa dovrebbe rimpiangerla. Non tanto per il danno economico, che non ci sarebbe e che, comunque, è sempre secondario, quanto per lo stile e il garbo che gli inglesi hanno dimostrato in occasione dell’assassinio della giovane parlamentare laburista. Da noi, dimenticando l’accaduto 24 ore dopo, destra e sinistra si sarebbero dilaniate per contendersi, alle elezioni suppletive, il seggio rimasto vacante. I conservatori, invece, inchinandosi davanti al lutto degli avversari, non presenteranno candidati. Questa lezione di civiltà mi ha fatto ricredere sul giudizio. Sarebbe proprio un peccato se uscissero dall’Europa, che ha ancora molto da imparare. Almeno, noi.

 

Il diritto di farsi uccidere

Negli Stati Uniti l’acquisto delle armi è un diritto previsto dalla costituzione. Risale ai tempi del popolamento del Far West, perché tutti potessero difendersi dai fuorilegge. Oggi del beneficio godono solo gli esaltati e i criminali. Mai una vittima che tiri fuori una pistola mentre l’assassino ricarica il mitra. Quindi, vuol dire che per il probo cittadino la circolazione delle armi è un pericolo, non un vantaggio. Allora perché gli elettori sostengono i candidati che ne sbandierano il diritto? È uno dei misteri che avvolgono questa grande democrazia. Quasi ogni giorno si sente di innocenti che muoiono senza motivo perché un pazzo ha preso di mira la scuola elementare in cui un anno fu bocciato. O una fabbrica dalla quale fu licenziato. Certamente, anche i congiunti e gli amici di quelle vittime, che sono probabilmente la maggioranza degli americani, sono d’accordo sulla continuazione di queste stragi infinite. Perché?

 

È certamente un grande Mister, ma…..

……ha perso contro la modesta Irlanda. Ha schierato le riserve per far riposare i titolari che ci avevano fatto sognare contro Belgio e Svezia. Ha sottovalutato l’energia che l’entusiasmo sprigiona e che lunedì ci sarebbe servito più del riposo. Purtroppo, la delusione ha vanificato la gioia delle prime due giornate. La sconfitta ha fatto riaffiorare i giudizi negativi sugli azzurri. Bisognava capitalizzare le vittorie e chiudere in bellezza. Adesso, si riparte con la più forte d’Europa, dopo avere perso con la più debole. Se avessimo vinto, saremmo stati i più forti dell’Europeo, la sola squadra con l’en plein. Invece, si è creata una graduatoria tra i 23 azzurri: i bravi e le schiappe. Ma ad aver perso sono davvero le riserve? Molti ammoniti, troppi. Il morale sotto i piedi. I soloni hanno ripreso fiato. Ecco cosa succede a risparmiare. Era meglio un Mister più modesto ma anche meno parsimonioso.

 

Così, la regina torna nel mazzo di carte

Mentre gli altri hanno costruito muri, chiuso le frontiere ed eretto reti di filo spinato, agli inglesi è bastato togliere la passerella che li collegava al continente per isolarsi. I più evoluti si sentono europei e volevano rimanere. Hanno vinto gli altri, che sono ovunque in maggioranza. Ecco perché sono sostenitore della democrazia rappresentativa. Con tutto il rispetto per l’elettorato, sono convinto che per decidere di certe questioni ci vuole competenza specifica e cultura. Una recente indagine della Banca d’Italia ha scoperto che il 66% degli italiani non capiscono ciò che leggono o sentono. Credo che la media vari di poco nel Regno Unito. Il cittadino non è in grado di valutare se è meglio rimanere in Europa o uscirne, se la riforma costituzionale è conveniente o dannosa. Essendo sovrano ma ingenuo, il popolo si lascia manovrare da chi è più abile nell’ingannarlo. Purché gli inglesi restassero, Bruxelles aveva concesso privilegi di cui gli altri paesi non godono. Ma gli elettori non potevano capirlo. Che castigo l’ignoranza!

Le mie riflessioni sono al di sopra delle ideologie e dei partiti. Se ti piacciono, divulgale, trasmettendole ai tuoi amici. Se, invece, non ti interessano o addirittura ti disturbano, non avere l’imbarazzo di farmelo sapere francamente con una email di risposta.

 

Le mie riflessioni sono al di sopra delle ideologie e dei partiti. Se ti piacciono, divulgale, trasmettendole ai tuoi amici. Se, invece, non ti interessano o addirittura ti disturbano, non avere l’imbarazzo di farmelo sapere francamente con una email di risposta.

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o la borsa o la vita

Un caro saluto, Roberto Tumbarello