“E’ vicino all’Isis”, arrestato egiziano a Foggia

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Bari, 27 mar. – (AdnKronos) – Partecipazione all’associazione terroristica denominata Isis/Daesh (artt. 270 bis c.p.) e apologia dell’associazione terroristica, aggravata dall’uso di mezzi informatici (art. 414, 3 e 4 comma C.P). Sono questi i reati contestati a un egiziano, con la cittadinanza italiana, presidente dell’associazione culturale ‘Al Dawa’ di Foggia, arrestato nell’ambito di una indagine finalizzata al contrasto del terrorismo internazionale di matrice islamica.

La Polizia di Stato ha inoltre eseguito tre perquisizioni personali e domiciliari. Il Gico della Guardia di Finanza di Bari ha proceduto all’esecuzione del decreto di sequestro preventivo urgente della sede dell’associazione oltre ai conti correnti dell’arrestato (art. 321 c.p.p.).

Abdel Rahman Mohy Eldin Moustafa Omer, 59 anni, gestore della struttura che fungeva anche da moschea, avrebbe dato ospitalità nel centro culturale ‘Al Dawa’ al foreign fighter ceceno Eli Bombataliev, prima del suo arresto avvenuto il 5 luglio dell’anno scorso sempre ad opera della Polizia di Stato di Bari.

Le indagini hanno consentito di ricostruire le navigazioni web a contenuto apologetico di Abdel Rahman, ambito in cui l’indagato fin dal 2015 avrebbe esaltato le azioni violente dell’Isis. Inoltre, è stata documentata, secondo gli investigatori, la disponibilità di copioso materiale di propaganda proveniente dagli organismi ufficiali di informazione dell’Isis, che proverebbe la sua adesione al gruppo terroristico, come ad esempio i video degli appelli di Al-Baghdadi ed alcuni filmati contenenti immagini di bambini, arruolati dall’Isis, mentre compiono azioni violente.

Le indagini della Digos hanno evidenziato anche l’azione di indottrinamento da parte di Rahman nei confronti di giovanissimi di seconda generazione, finalizzata a suscitare la loro adesione all’Isis, che lo stesso teneva all’interno dell’associazione. Questa circostanza, unitamente agli accertamenti finanziari condotti dal Gico della Guardia di Finanza di Bari che hanno portato alla luce una sproporzione tra le fonti di reddito lecite e le entrate effettive dell’arrestato, hanno indotto il pm titolare delle indagini a procedere al sequestro preventivo dei conti correnti e della sede di Al Dawa.

La Polizia ha effettuato perquisizioni personali e domiciliari a carico di altre tre persone, tra i contatti di Rahman. Quest’ultimo è presidente dell’associazione culturale ‘Al Dawa’.