E’ vittima di usura ma la burocrazia lo fa fallire, denuncia tutti

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Roma, 2 giu. (AdnKronos) – di Fabio Insenga

Tangenti, usura e anche Mafia
. Con un imprenditore che viene riconosciuto dallo Stato come vittima ma che è costretto al fallimento per l’avvitarsi di una lunga trafila burocratica e giudiziaria. E’ la storia, raccontata dall’Adnkronos, dell’imprenditore palermitano Giuseppe Schirru, titolare di una azienda che operava nel settore delle protesi ortopediche, la Emyr Sanitaria. Una storia, la sua, che ormai dura da anni e che è importante aggiornare ad ogni passaggio, perché rappresenta il calvario che attraversano in Italia tanti che andrebbero tutelati e che invece scivolano nell’oblio, fino alle tragedie personali che puntualmente finiscono agli onori della cronaca quando è troppo tardi.

L’ultima notizia è la sospensione della liquidazione dell’attivo, depositata il 2 maggio scorso dalla Corte di Appello di Palermo. In sostanza, il fallimento è congelato fino al 24 novembre 2017 per approfondire il reclamo dell’imprenditore che ha denunciato l’Agenzia delle Entrate, Riscossione Sicilia e anche il Fondo di solidarietà per le vittime di usura che, nelle sue aspettative, dovrebbe concedergli il mutuo indispensabile per pagare i creditori e ripartire. Schirru ha ora altri sei mesi per sperare che sia la magistratura a interrompere il circolo vizioso che, per ora, lo sta condannando.

L’imprenditore palermitano, nel corso degli anni, ha denunciato infiltrazioni mafiose e tangenti, e chiamato in causa Mps, ‘colpevole’ a suo giudizio di aver applicato tassi usurari e di aver compiuto gravi inadempimenti contrattuali. E alla fine è stato formalmente riconosciuto come ‘vittima di usura’
. Poi, la lunga trafila di carte bollate e promesse non mantenute. Che Schirru sintetizza con estrema amarezza: “la mia situazione, come quella di altri nelle mie condizioni, è drammatica e lo Stato rischia di avere sulla coscienza nuove vittime”.

La storia dell’imprenditore, che fino a marzo 2015 fa operava nel settore delle protesi ortopediche, offrendo servizi in convenzione con il sistema sanitario nazionale, è passata per una controversa esperienza imprenditoriale, fatta anche di tangenti e di contatti pericolosi con ambienti mafiosi. Come accertato anche da due sentenze di primo e secondo grado che condannano un funzionario del Distretto Sanitario di Misilmeri addetto all’Ufficio Protesi, ha subito una concussione durata oltre 16 anni. Poi si è aperto un calvario che è iniziato con le denunce e che è arrivato alla chiusura dell’impresa per i troppi debiti accumulati verso l’Erario e le banche.

Per Schirru, l’ultimo anno è stato vissuto in bilico tra le aspettative e la delusione. Ha ottenuto il 7 luglio 2016 dalla Procura di Palermo la ‘sospensione dei termini’, ovvero i benefici di tutela per le vittime di usura. Ma da allora non ha avuto risposte sui fondi indispensabili per uscire definitivamente dall’illegalità. A decidere deve essere il Commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket ed antiusura. Ma la sede del commissario, ironia della sorte, è stata vacante proprio dal luglio 2016 al 23 dicembre 2016, quando un Cdm natalizio ha deliberato la nomina del prefetto Domenico Cuttaia.

Il 10 gennaio 2017 è stato formalizzato dal tribunale di Termini Imerese il fallimento della Emyr Sanitaria
, a seguito della richiesta, legittima, di un creditore. Il giorno dopo, l’11 gennaio, è arrivata la revoca della proroga dei termini e l’Agente della Riscossione ha pertanto ripreso le attività esecutive. Ora, il fallimento sospeso e la speranza che sia la Magistratura a decidere, intervenendo lì dove la macchina dello Stato si è inceppata.