Ebraismo, 150 anni di storia a Napoli
Mostra prorogata fino al 26 marzo

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Negli spazi del Chiostro del Platano, proprio nel cuore dei quartieri che videro il fiorire delle antiche giudecche dal VI secolo d.C. alla cacciata dal Viceregno Spagnolo, nelle aree di San Negli spazi del Chiostro del Platano, proprio nel cuore dei quartieri che videro il fiorire delle antiche giudecche dal VI secolo d.C. alla cacciata dal Viceregno Spagnolo, nelle aree di San Marcellino e Porta Nova, sarà prorogata fino al 26 marzo incluso, la mostra sui 150 anni della Comunità Ebraica di Napoli, allestita presso l’Archivio di Stato di Napoli, Chiostro del Platano, piazzetta Grande Archivio 5, il lunedì e il giovedì alle 9.30 e alle 11.30. La narrazione della storia della Comunità napoletana prende le mosse proprio dalla nascita di questi quartieri, rimasti cuore della vita ebraica fino alla grande cacciata degli ebrei nel 1510. Numerosi documenti mai esposti finora raccontano la riammissione degli ebrei nel Regno nel 1740, sotto il governo di Carlo di Borbone, e la successiva espulsione nel 1746. Ampio spazio è dedicato alla vicenda della famiglia di banchieri tedeschi Rothschild, artefici della rinascita della vita comunitaria, primi a prendere in fitto i locali dove tutt’oggi la Sinagoga ha sede, in seguito acquistati con il contributo di tutti gli iscritti. In mostra troviamo la corrispondenza dei fratelli James e Carl Rothschild in merito al prestito accordato al Regno delle due Sicilie, così come le piante ed i prospetti della sede della loro banca aperta a Chiaia, quelli della Villa, oggi Pignatelli, dove presero dimora, ed il bellissimo ritratto della figlia di Carl, Charlotte, del pittore Moritz Oppenheim, e sullo sfondo un golfo di Napoli da cartolina. Molti i personaggi illustri, rabbini ed imprenditori che presero parte attivamente alla vita comunitaria. Tra i tanti ricordiamo l’amatissimo Rabbino Kahn, tra i primi ad interessarsi a studi di archeologia che definissero il ruolo degli ebrei a Pompei e nell’impero romano. Così come, di qualche anno precedente, l’imprenditore Giorgio Ascarelli, fondatore del Calcio Napoli; in mostra troviamo le inedite piante dello Stadio Partenopeo, da lui costruito e, tra le tante curiosità, un fascicolo, anch’esso inedito, della Questura, proprio su Ascarelli, scagionato dalle accuse di essere un sovversivo poiché iscritto al partito socialista. Ancora molte testimonianze della vita imprenditoriale ebraica, attraverso fotografie, oggetti e documenti d’epoca. Il capitolo doloroso delle leggi razziali e della Shoah è trattato in un’ampia sezione dove si è scelto di narrare la vicenda dei Procaccia, un’intera famiglia fuggita da Napoli a Lucca e da lì deportata e sterminata ad Auschwitz. La rinascita nel dopoguerra è infine documentata attraverso diverse testimonianze di vita e di incontri importanti, come la storica visita alla Sinagoga del Cardinale Ursi, primo uomo di Chiesa a mettere piede nel 1966 in un luogo di culto ebraico.