Ecco due ingredienti per un buon affare immobiliare

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Si fa un gran parlare del settore immobiliare e delle sue oscillazioni: ora è in ripresa, ora è in crisi. E queste oscillazioni creano un po’ di incertezze in chi vuole investire. Molte persone mi chiedono se è il caso di comprare in questi periodi o se è meglio aspettare che il mercato abbia una risalita più forte. Quello che mi sento di dire, però, è che per un affare immobiliare non esistono dei momenti precisi, servono due aspetti fondamentali, che valgono durante ogni congiuntura economica.

Per non buttare i propri soldi in investimenti sbagliati, la mia ricetta è fatta di questi due ingredienti.

  1. Investire al centro di città capoluogo

Anni fa il mio maestro di Lucca mi svelò quella che poi è diventata la regola fondamentale della mia attività di investitore immobiliare. Una sera, mentre eravamo a cena e ci confrontavamo sulle ultime compravendite, mi disse: “Qual è il luogo più importante di una città? Dove è presente il Duomo. Quindi, per non sbagliare mai investi in quella zona”.

La spiegazione è chiara: il Duomo delle grandi città è sempre al centro e rifletti, immagina: dove trovi i Brand e i Franchising più importanti? In pieno centro a Milano, a Roma, a Bologna e in tutte le altre città italiane.

Questo significa che lì gli immobili non restano invenduti o sfitti, quindi ti conviene investire.

Oggi questa regola vale ancora di più, visto che le città stanno diventando sempre più Smart. Infatti, l’innovazione che sta investendo la pianificazione dei trasporti, dei servizi e di tutte le altre funzionalità, le rende sempre più comode. Motivo per il quale tantissimi preferiscono abitare o lavorare nei quartieri più centrali.

  1. Investire dove c’è una buona qualità della vita

Il secondo ingrediente indispensabile per fare un affare immobiliare è scegliere immobili dove c’è garanzia di una buona qualità della vita. E per qualità della vita si intendono tutti quei fattori che la rendono comoda, salutare e quanto più a misura d’uomo:

  • trasporti efficienti;
  • scuole, università e ospedali nelle immediate vicinanze;
  • zone commerciali a pochi passi;
  • un clima salubre;
  • un buono sviluppo economico (se vuoi comprare locali commerciali);
  • niente criminalità;
  • altro.

Quando scegli un immobile, dunque, bada a questi dettagli e osserva anche attentamente cosa ha intorno, perché devi sempre considerare le sue potenzialità in prospettiva. Un buon investitore è quello che fissa uno scopo e lo persegue, vale anche con il mattone.

Vuoi mettere a reddito un appartamento affittandolo a degli impiegati? Setaccia le zone dove è maggiore la presenza di uffici. E visto che chi lavora non ha molto tempo da perdere, scegli immobili che nelle vicinanze abbiano palestre, supermercati, uffici postali, banche. Solo così ti assicuri la possibilità di locarlo.

Qui sotto c’è un’utile tabella delle provincie italiane con il maggior tasso di vivibilità. Ti accorgi che la qualità della vita è un parametro dinamico, perché alcune zone degradate possono diventare migliori e altre con un tasso di vivibilità alto possono scendere in classifica. Questo accade perché la programmazione e gli interventi territoriali delle città si trasforma continuamente, e dove un tempo non c’erano infrastrutture, possono essere create, valorizzando quartieri inizialmente poco appetibili. E viceversa.

Certo, stiamo parlando di capoluoghi, ma la provincia italiana è piena di ottimi affari immobiliari e non va scartata a prescindere. Se stai pensando di investire in una città di dimensioni più contenute, contattami pure per qualche dritta.

Intanto, buon investimento e buona vita.