Ecco che cosa bolle in pentola per il nuovo anno. Non c’è da stare sereni

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In foto Christine Lagarde

Sul finire dello scorso anno il mondo ha perso due icone, una sacra e un’altra profana. La prima è il Papa Emerito Benedetto XVI, l’altra il calciatore Pelè. La citazione dei due personaggi con il nome d’arte è voluta perché l’umanità li ha conosciuti entrambi come artisti, ognuno nel suo campo. Queste notizie stanno ancora oggi tenendo occupati gran parte dei mezzi dell’informazione. Naturalmente altrettanto sta accadendo per la consistente mole dei destinatari delle stesse. Con tutto l’ottimismo che gli italiani si sono sforzati di mostrare a fine anno, dai veglioni in piazza in versione king size alle partecipazioni sopra le righe ai brindisi di mezzanotte di buona parte di chi è al governo, l’illusione che qualcosa potesse come per incanto ristabilirsi è svanita contemporaneamente al suo prendere forma. Nemmeno un esorcismo messo in atto da dentro quelle Mura, fatto allo scopo di concentrare l’attenzione del mondo sul recente lutto, sarebbe valso a qualcosa. Alle ore zero del primo gennaio, insieme allo spumante, per gli italiani sono arrivati come auguri di buon anno una serie di aumenti, dai carburanti ai costi energetici, che, alla stessa data dell’anno prossimo, avranno fatto uscire dalle tasche degli stessi diverse centinaia di euro in più rispetto all’anno precedente. Tanto anche supponendo che resti inalterato il volume delle altre uscite. Quest’ultima ipotesi appare improbabile e piuttosto variegata, non così il livello delle entrate che varierà di poco se non per chi specula, cioè gioca contro se stesso in quanto italiano. Con il passare dei giorni si ripropongono questioni solo accennate nell’ultimo trimestre dello scorso anno, pesanti poco meno del caro energia, che non interessano solo il Paese ma tutta la Eu. Sarebbero, il condizionale è usato a mo’ di scaramanzia nei confronti di una situazione che richederebbe l’indicativo, già pronti nuovi incrementi del costo dell’euro che la Bce sta già da tempo preannunciando, seppure con vaghezza. Comportandosi così, la Presidente Lagarde probabilmente vuole evitare che agli europei l’annuncio possa fare lo stesso effetto di un fulmine a ciel sereno. Nel villaggio non hanno esitato a commentare che con il sole o con le nuvole, di giorno o di notte, sempre una saetta sarà e, in quanto tale, causerà ancora danni alla produzione. Ciò avverrà a tutto campo, anche se in diversa misura a seconda della distanza da dove la scarica si abbatterà, cioè l’intera Eu. Intanto ieri il Financial Times ha considerato specificamente le conseguenze che tale manovra dell’ Istituto Centrale avrebbe (rectius: avrà) sul sistema economico del Paese. La conclusione che quella testata giornalistica trae è che, essendo a Roma il volume del debito pubblico di per sé più che cospicuo, il suo costo diventerà particolarmente alto in valore assoluto. Né andrà diversamente per le aziende che sono state indotte a far maggior ricorso al credito, né per le famiglie che sono state indotte a contrarre mutui dall’ azzeramento dei tassi di interesse venuto a determinarsi, in Europa e non solo, a causa della pandemia. A essa si è aggiunta la guerra in Ucraina con le sua potenza distruttiva di ogni genere. Sarà bene fermare a questo punto la recita del rosario di quanto continuerà a accadere da quì a poco. Serve per evitare che cadano sulle teste degli italiani tutte insieme tali notizie infauste, oltre a altre che con buona probabilità gli stessi cominceranno a ricevere tra non molto. Una riflessione ad colorandum: se il Marziano immaginato da Ennio Flaiano nei primi anni della seconda metà del secolo scorso tornasse a Roma oggi, quale sarebbe la sua reazione ai mutamenti avvenuti da quando vi atterrò per la prima volta, ben più di mezzo secolo fa? Di sicuro si sentirebbe disorientato, non fosse altro che per le tante etnie che vedrebbe in circolazione. Poi, dopo essersi reso edotto dello stato della politica in Italia , nella Eu e, a macchia di leopardo sull’intero pianeta, attraverso spezzoni di discorsi afferrati nei locali pubblici, molto facilmente deciderebbe di dare uno sguardo alla Tv. Si meraviglierebbe per la dilatazione a dismisura del numero dei programmi diffusi dalle tante emittenti. Ricorderebbe a se stesso che, quando era venuto la prima volta, esisteva solo il primo canale, in bianco e nero se tutto andava bene, va da sé trasmesso dalla Rai. L’extraterrestre ricorderebbe certamente che la stessa era stata un’ evoluzione della Eiar avvenuta a quel tempo da poco. Ritornando con la mente a cosa fosse lo sport in Italia nell’ immediato dopoguerra e essendo diventato durante la sua prima visita tifoso della Juventus, l’alieno resterebbe male nell’ apprendere quanto è accaduto di recente al management di quella squadra. Certamente ricorderebbe che già durante il suo primo periodo di permanenza nell’Urbe, si parlava di qualcosa di più che scandaloso quando si cominciava a avere contezza che anche in quel campo, non quello erboso, la corruzione aveva preso piede. In più qualcuno, tale Adriano Celentano, di lì a poco avrebbe messo in musica quanto appena accennato. A quel punto, visibilmente turbato, lo stesso ripartirebbe con l’astronave per ritornare a casa. È credibile che questa volta sarebbe quella definitiva, a causa degli episodi appena riportati.