ECCO IL BIOLOGICO CHE AZZERA LA CRISI – I PARTE –

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Il biologico si estende nel mondo per fatturato, superfici e numero di produttori e anche l’Italia ne è fautrice: è quanto evidenziato al BioFach / Vivaness, la fiera internazionale del bio, a Norimberga. Secondo i dati Il biologico si estende nel mondo per fatturato, superfici e numero di produttori e anche l’Italia ne è fautrice: è quanto evidenziato al BioFach / Vivaness, la fiera internazionale del bio, a Norimberga. Secondo i dati Ifoam (International federation of organic agricolture movements)si registrano: un fatturato mondiale di 63.8 miliardi dollari, in crescita del 27% dal 2008-2012; 37,5 milioni ettari coltivati con metodo biologico in tutto il mondo;  1,92 milioni di produttori. Per quanto concerne il nostro Paese, dalla prima analisi dei dati al 31 dicembre 2013, forniti al Ministero dagli Organismi di Controllo (OdC) dell’agricoltura biologica, sulle elaborazioni del SINAB  (Sistema d’Informazione Nazionale sull’Agricoltura Biologica), emerge che gli operatori certificati sono 52.383 di cui: 41.513 produttori esclusivi; 6.154 preparatori esclusivi (incluse aziende con attività di vendita al dettaglio); 4.456 con attività di produzione e di preparazione; 260 operatori con attività di importazione. Dal 2012 si nota un aumento del numero di operatori del 5,4% : in particolare la  Sicilia seguita dalla Calabria è tra le regioni con il maggior numero di aziende agricole bio. L’ area coltivata secondo il metodo biologico, è pari a 1.317.177 ettari, con un aumento complessivo, rispetto all’anno precedente, del 12,8%. Malgrado la crisi economico-finanziaria, il mercato italiano del bio è in crescita dal 2005. Secondo le elaborazioni Ismea dei dati del Panel famiglie Gfk-Eurisko, nei primi cinque mesi del 2014 gli acquisti domestici di biologico confezionato nella GDO sono aumentati del 17,3% in valore, mentre nello stesso periodo è calata la spesa agroalimentare (-1,4%). L’ incremento del biologico è il più alto degli ultimi dodici anni (solo nel 2002 vi era stato un aumento maggiore). Sebbene riguardi comunque solo un periodo di cinque mesi, simile crescita è determinata da un aumento del numero di referenze e della vastità di gamma dei prodotti bio nella GDO (grande distribuzione organizzata); immissione nella GDO di linee di prodotto in passato assenti ( prodotti con kamut, farro, grano saraceno, pasta Senatore Cappelli…); risposta positiva del mercato che ha portato all’inserimento di  tali prodotti; introduzione di new private label bio anche nei discount. Il comparto biologico dunque è in netta controtendenza rispetto al settore food nel suo complesso, oltre che mostrare un promettente tasso di incremento che fa ben sperare su un ampliamento della quota di mercato nei consumi nazionali. L’andamento in crescita  del 2014  è scaturito soprattutto dai forti aumenti fatti registrare dalla pasta, dal riso e dai sostituti del pane e dalla categoria “zucchero, caffè e tè”, dall’11 al 15%   degli ortofrutticoli freschi e trasformati e i biscotti, i dolciumi e gli snack,  più contenuti quelli da uova (+5,2%), da lattiero-caseari (+3,2%) e da bevande bio (+2,5%). Ottimi sono risultati gli incrementi per il miele e per gli omogeneizzati, sebbene in associazione a valori di mercato contenuti. Le uova sono ancora il prodotto bio più acquistato, con un’incidenza del 9,5% sulla spesa complessiva di bio confezionato e con un incremento degli acquisti in valore che nei primi cinque mesi 2014 (rispetto allo stesso periodo del 2013) è risultato pari al 5,2%. Tale aumento è dovuto ad una crescita della spesa media per famiglia, mentre è in calo il numero delle famiglie acquirenti.  Il secondo prodotto bio più consumato sono i sostituti del pane, con un’incidenza sul totale bio pari all’8%, per i quali sono in crescita il numero di famiglie acquirenti, la spesa media per famiglia e, per effetto di ciò, anche il tasso di penetrazione rispetto al totale dei consumi di sostituti del pane nel loro complesso. Il latte è il terzo prodotto bio per acquisti in valore con un peso sul totale bio del 7,3%, grazie ad un incremento della spesa media per famiglia. L’Italia è il primo in assoluto per esportazioni con 1,2 miliardi di euro l’anno:  mantiene quindi la sua secolare tradizione enogastronomica anche nel biologico. E’ inoltre uno dei pochi grandi paesi dove le superfici coltivate bio sono in continua crescita.